Ultimo aggiornamento 23 Febbraio, 2024, 13:51:50 di Maurizio Barra
“Questa importante ricorrenza – ha detto Schillaci – ci offre l’occasione per celebrare il ruolo fondamentale che la Croce Rossa Italiana svolge nell’ambito dell’assistenza sanitaria e sociale, ovunque al servizio delle persone più fragili e vulnerabili. Il simbolo di questo impegno oggi è il volto di Sorella Franca Caporali in Vaglio, che con abnegazione e spirito di sacrificio ha dedicato la propria vita agli altri, in oltre 60 anni spesi così lungamente fuori dai nostri confini, negli scenari più difficili di guerra e di povertà: dalla Somalia al Congo, dal Mozambico alla Bosnia, l’Albania, il Kosovo.
Un’attività – ha sottolineato – proseguita con coraggio e generosità estrema anche dopo l’esperienza del sequestro subito in Albania. A lei, emblema dell’assistenza alla persona, consegno questa medaglia con profondo senso di ammirazione esprimendo la mia riconoscenza verso tutti coloro che portano aiuto e conforto a chi versa in situazioni di grande fragilità”.
“È bene ricordare – ha affermato il ministro – ancora il contributo prezioso che Croce Rossa Italiana apporta in ambiti essenziali per la tutela della salute: i servizi d’ambulanza, il supporto al 118; il contributo fornito durante la pandemia attraverso i mezzi ad alto biocontenimento. E ancora l’impegno speso a sostegno degli Uffici Usmaf nei luoghi di confine e negli aeroporti; nella promozione della donazione di sangue e della prevenzione, e a tal proposito ricordo gli screening e la prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili”. “Il vostro esempio – ha concluso Schillaci – ravviva ovunque il senso di comunità e risponde al principio essenziale che guida il nostro Servizio Sanitario: un principio di umanità che mette al centro la persona”.
Franca Caporali, crocerossina dalla vita coraggiosa
Quasi 87 anni, vissuti con coraggio e dedizione agli altri e premiati oggi con la Florence Nightingale Medal, la massima onorificenza che la Croce Rossa Internazionale assegna ogni due anni, consegnata dal ministro della Salute Orazio Schillaci nella sede del dicastero a Roma. Quella di Sorella Franca Caporali Vaglio, in Croce Rossa dal 1959, e’ una storia di vita intensa: infermiera volontaria, ha operato dieci anni in Africa in vari Paesi e partecipato a numerose missioni internazionali in Romania, a Sarajevo, in Kosovo, in Albania e a Baghdad.
Impegnata nell’educazione sanitaria e nella formazione al primo soccorso, ha avuto anche un’esperienza molto forte, quella di un rapimento, insieme a quattro medici della Croce Rossa, nel marzo del 1997, durante una missione a per curare dei bambini che non potevano raggiungere l’Italia. Rapita insieme a quattro medici da uomini armati a scopo di ricatto verso il Governo italiano, e’ stata liberata dopo una breve prigionia”.
“Di quei momenti – spiega – ricordo ancora il kalashnikov che mi puntarono all’altezza del collo, dietro la testa, una cosa di cui per vent’anni non sono riuscita a parlare, e il fatto che pensavo che con le scarpe che avevo in dotazione non avrei mai potuto scappare”. A celebrarla e’ stata prima di tutto la Croce Rossa, con il presidente Rosario Valastro. “La Croce Rossa italiana tutta – spiega Valastro – è onorata, la sentiamo un po’ nostra questa medaglia. In questi 160 anni di attività abbiamo contribuito a quella che è la diffusione delle norme di igiene, di educazione sanitaria e quindi di prevenzione, oltre che di reazione, quando c’è stata un’emergenza a carattere sanitario. Parlando di questi primi 160 anni, parto dall’ambulanza con il carro e il cavallo e guardo oggi all’ambulanza in alto biocontenimento, perché vedo un’unica strada, quella di servire le persone più vulnerabili nella maniera più corretta e con le migliori capacità tecniche che oggi abbiamo”.
Presente anche il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, già presidente della Croce Rossa italiana, che dice: “Franca è una colonna della Croce Rossa, ha fatto tantissime missioni, e a Grosseto è una fonte di ispirazione per i giovani volontari”.
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