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Contro la «tirannia della perfezione» un piano per i fragili: l’appello della Fondazione Carli

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Ultimo aggiornamento 24 Febbraio, 2024, 15:14:14 di Maurizio Barra

Basta con la tirannia della perfezione, stop alla rincorsa ai falsi miti del successo e della bellezza ad ogni costo. Derive che stanno schiacciando i più giovani e che, insieme all’incertezza che sembra dominare il contesto internazionale dopo lo shock planetario della pandemia, stanno facendo crescere a livelli allarmanti il disagio mentale. Una mina anche per l’economia.

“Imperfetti e felici. Il coraggio delle fragilità contro la dittatura dell’apparenza” è il titolo della lectio magistralis tenuta il 23 febbraio a Roma nell’Aula Magna della Luiss dall’attrice e regista Claudia Gerini per la Fondazione Guido Carli, che ha voluto confermare il filo rosso dell’impegno sociale avviato con la Convention dello scorso dicembre, quando la presidente Romana Liuzzo aveva deciso di donare a Caivano cento volumi appartenuti all’ex Governatore della Banca d’Italia, suo nonno, a cui sarà intitolata la biblioteca della città, e che culminerà il 10 maggio con la cerimonia per i 15 anni del Premio Guido Carli, dove per la prima volta sarà istituito il Premio all’Impegno sociale.

Liuzzo: «Ora un piano strategico nazionale anti fragilità»

«Occorre un piano strategico nazionale anti fragilità che veda lavorare insieme presidenza del Consiglio, ministeri, imprese, banche, fondazioni e associazioni per individuare azioni mirate di impegno e sostegno sociale e sanitario su tutto il territorio», ha detto Liuzzo a margine dell’evento. «L’emergenza invisibile del disagio mentale è la pandemia del futuro. Un suicidio ogni dieci ore, siamo arrivati ai dati dei Paesi nordici. Numeri che valgono il 4% del Pil tra spese dirette e indirette. Il disagio colpisce in particolare le donne, i giovani e le fasce più fragili della popolazione. Non possiamo restare inermi. Per parlare di futuro bisogna migliorare il presente agendo su più versanti, dalle politiche pubbliche al welfare psicologico nelle aziende. Più salute mentale nelle famiglie e nelle organizzazioni vuol dire maggiore benessere della comunità».

Gerini, «l’imperfezionista»: «Liberiamoci dalla tirannia dell’abilismo»

«Imperfetti e felici. Vorrei che fosse la nostra dichiarazione di indipendenza dalla tirannia della perfezione, dalla tirannia dell’abilismo che ci impone la società di oggi. Io mi definisco un’imperfezionista, che nel disordine della vita trova il suo senso, la sua forza creativa». Così ha esordito Gerini, madrina del Festival del Teatro patologico, che porta sul palco ragazzi affetti da disabilità. L’attrice ha raccontato le sue esperienze in Tanzania, Nepal, Cambogia con Action Aid e Helpcode, con bambini sorridenti che non hanno niente. Ha citato il suo documentario “Jokers”, sui piccoli che vivevano nelle fogne di Bucarest.. Ma ha anche snocciolato i dati della Società italiana di psichiatria: dopo il Covid i sintomi di depressione e ansia nella popolazione sono quintuplicati. L’Oms segnala un giovane su sette tra i 10 e i 19 anni alle prese con un disturbo psicologico. Uno su dieci fa uso di psicofarmaci. «Una nuova pandemia, dicono gli psichiatri».

«Ripartire dall’autenticità, come un risveglio»

Dietro i numeri ci sono le persone, ha continuato Gerini. «Schiacciate dall’apparenza, da ciò che resta in superficie e copre ciò che c’è in profondità. Dietro la maschera obbligata di perfezione si cela un mantra, imperituro, che ci spinge a rispondere in maniera incalzante alla richiesta di mostrarsi. L’apparire conta molto di più rispetto all’essere. La ricerca di like si può però identificare con il bisogno di richiedere amore, con la ricerca, naturale, di approvazione». Ecco perché è importante comprendere che «l’imperfezione è forza, è autenticità. Dobbiamo ripartire da lì, come una rinascita, un risveglio». Contro «il culto dell’ego» servono senso di appartenenza, vera condivisione e «capacità di donarsi».

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