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Corruzione e turbativa asta, a giudizio capogruppo Pd Puglia

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Ultimo aggiornamento 24 Febbraio, 2024, 03:31:45 di Maurizio Barra

La gup di Bari Ilaria Casu ha
rinviato a giudizio il capogruppo del Partito democratico al
Consiglio Regionale pugliese, Filippo Caracciolo, l’ex direttore
di Arca Puglia, Massimo Lupelli, e il presidente della
commissione aggiudicatrice di un appalto bandito dal comune
barese di Corato, Donato Lamacchia. Caracciolo e Lupelli sono
accusati di turbativa d’asta e corruzione in concorso, a
Lamacchia è contestato anche il reato di falso.

   
Prosciolto dalle accuse di corruzione e turbativa d’asta
l’imprenditore Amedeo Manchisi, mentre per gli stessi reati il
fratello Massimo ha patteggiato una pena complessiva di 20 mesi
di reclusione, tra i 4 mesi e 20 giorni patteggiati oggi e un
precedente patteggiamento (già ratificato) a un anno e quattro
mesi per un’altra vicenda in cui era coinvolto anche Lupelli. La
pena nei confronti di Manchisi è stata sospesa, il dibattimento
per Caracciolo, Lupelli e Lamacchia si aprirà il prossimo 7
maggio.

   
La vicenda risale al 2017 e ha che fare con la gara d’appalto
bandita dal comune di Corato per la costruzione della nuova sede
della scuola media ‘Giovanni XXIII’: secondo l’accusa,
Caracciolo (all’epoca assessore regionale all’Ambiente) avrebbe
indotto il presidente della commissione aggiudicatrice, Donato
Lamacchia, a “intervenire in favore della ditta” Caementarius
srl dei Manchisi, promettendogli “il proprio interessamento per
l’assunzione di un incarico dirigenziale presso l’ente Regione
Puglia”. Attraverso la mediazione di Sabino Lupelli, dirigente
di Arca Puglia, sarebbe stato assicurato a Caracciolo “l’impegno
elettorale” dei Manchisi nelle elezioni politiche del 2018 “alle
quali Caracciolo intendeva partecipare”, si legge nel capo di
imputazione. Il patto sarebbe stato sancito tra le tre parti a
Bari nel novembre 2017.

   

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