Ultimo aggiornamento 24 Febbraio, 2024, 13:17:58 di Maurizio Barra
È la cattedrale di Santa Sofia di Kiev la location da dove la premier Giorgia Meloni si collegherà per il G7 in videoconferenza (alle 16 italiane), nel secondo anniversario della guerrain Ucraina. La presidente del Consiglio, quella della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, Alexander De Croo, primo ministro del Belgio che è presidente di turno del Consiglio Ue, e il primo ministro canadese Justin Trudeau, giunti da poco nella capitale ucraina, verso le 8.30 italiane parteciperanno a una cerimonia all’aeroporto internazionale Antonov di Hostomel, vicino Kiev. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky consegnerà le onorificenze militari ad alcuni soldati superstiti della battaglia di Hostomel, quando all’inizio del conflitto le forze aviotrasportate di Mosca attaccarono lo scalo con l’obiettivo di farne una testa di ponte per la conquista della capitale. In questa occasione i leader interverranno dal palco. Successivamente a Palazzo Mariinskyi, sede della presidenza ucraina, terranno una conferenza stampa, attorno alle 13.30, ora italiana.
A Kiev è arrivata la presidente della commissione Ue, Ursula von der Leyen, che ha fatto tappa a Varsavia con il primo ministro belga, e presidente di turno del Consiglio Ue, Alexander De Croo, prima di salire sul treno che nella notte l’ha portata nella capitale ucraina da dove i due si collegheranno, insieme a Zelensky, con i 7 grandi. La riunione è prevista alle 16 (ora italiana), con una introduzione di Meloni.
Le sanzioni alla Russia
Poi prenderà la parola Zelensky e dopo l’intervento del presidente ucraino i 7 si confronteranno sulla situazione. E premeranno, nella dichiarazione finale, per un ulteriore inasprimento delle sanzioni contro Mosca. Soprattutto per cercare di chiudere i canali finanziamento in entrata verso la Russia e dei flussi di approvvigionamento energetico in uscita verso Stati terzi. Si punta a sanzionare le entità finanziarie e bancarie dei Paesi che contribuiscono a questo commercio. Mentre è ancora in fase preliminare la riflessione sulla possibilità di usare fondi sovrani già confiscati della Banca centrale russa depositati in alcuni Paesi. Una dinamica che va incontro a ostacoli giuridici e finanziari.
La guerra in Medio Oriente
Al vertice si parlerà anche dell’altra crisi, quella in Medio Oriente, un tema che Meloni affronterà di nuovo, la prossima settimana, in un incontro con Joe Biden alla Casa Bianca. Un bilaterale, il 1° marzo, che rientra nel tour delle capitali del G7 proprio in occasione della presidenza italiana, che l’ha già vista a Tokyo per il passaggio del testimone con Fumio Kishida e che la vedrà il 2 marzo a colloquio a Toronto con il primo ministro canadese Justin Trudeau. Il vertice è in preparazione da settimane.
Il sostegno a Kiev
La videoconferenza replica la scelta giapponese, nel primo anniversario della guerra. Per stare di nuovo tutti accanto a Zelensky in un momento che è considerato cruciale. La pressione russa nel Donbass aumenta, l’esercito ucraino è in difficoltà. Sostegno a Kiev finché necessario, è la linea di Palazzo Chigi e della Farnesina. In quest’ottica si sta limando l’accordo bilaterale di sicurezza fra Italia e Ucraina, a cui manca solo al firma di Meloni e Zelensky. Lo hanno già fatto altri Paesi, come Francia, Germania, Regno Unito, sulla base dell’impegno preso al vertice Nato di luglio. Questi accordi non sono giuridicamente vincolanti, ma rappresentano un’altra tappa di avvicinamento di Kiev all’Alleanza atlantica. Nel protocollo l’Italia confermerà il sostegno all’ingresso dell’Ucraina nella Ue. Difesa, addestramento di soldati, collaborazione nel settore energetico e impegno per il post guerra, anche con la conferenza sulla ricostruzione nel 2025. Il valore politico e simbolico sta nell’impegno a non ridurre il proprio sostegno verso l’Ucraina, come ha spiegato anche il ministro degli Esteri in Parlamento.

