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Sindaca a giovani e artisti, "venite ad Assisi a gridare pace"

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Ultimo aggiornamento 24 Febbraio, 2024, 15:07:52 di Maurizio Barra



Stop alla guerra e alle censure
verso chi parla di pace, a cominciare dai giovani che
manifestano nelle piazze e da artisti come Ghali e Bansky, che
attraverso le loro creatività diffondono sentimenti di speranza,
e l’invito a scegliere Assisi per quanti intendono gridare e
promuovere azioni di pace: è il senso del messaggio lanciato
dalla sindaca di Assisi, Stefania Proietti, in un intervento
pubblicato oggi dal quotidiano Avvenire.
“Dopo il massacro perpetrato dai terroristi di Hamas lo
scorso 7 ottobre ai danni di pacifiche famiglie israeliane – ha
scritto il sindaco – da Assisi non abbiamo esitato a condannare
quell’attacco disumano. Ma oggi, dopo cinque mesi di guerra, il
massacro di decine di migliaia di innocenti esige parole
inequivocabili su ciò che sta accadendo a Gaza”. “All’odio
cieco non si può rispondere con un odio altrettanto cieco.


   
Questa carneficina deve finire”; “la scelta di campo è
inequivocabile: accanto alle vittime! E dunque – aggiunge, fra
l’altro – dalla parte degli israeliani massacrati nei kibbutz,
dalla parte degli ostaggi strappati alle loro famiglie, dalla
parte dei civili innocenti, un terzo dei quali bambini, uccisi
dai bombardamenti a Gaza”.


   
Quindi l’appello a “gesti nuovi” e l’invito a giovani e
artisti a scegliere Assisi come luogo ideale per costruire la
pace. “Oltre alle parole – scrive – serve una serie dirompente
di gesti nuovi. Abbiamo ascoltato giovani artisti che hanno
parlato di genocidio e che per questo sono stati censurati, che
hanno chiesto il cessate il fuoco e che per questo sono stati
additati”. “Mi rivolgo a loro – scrive ancora Proietti – e ai
tanti altri artisti che stanno cercando di operare per la pace
senza paura, da Bansky a Ghali: coraggiosi costruttori di pace,
Assisi vi invita a dipingere la pace, a cantare la pace, a
invocare la pace, a gridare la pace, a operare per la pace con
la vostra creatività e la vostra arte! “.


   
“Intendiamo invitare tutti gli artisti che – conclude -
aderiranno a questo nostro appello a recarsi, poi, insieme a
noi, a Betlemme in delegazione di pace che chiederà di parlare
con autorità palestinesi e israeliane, a partire dai sindaci
delle città”.


   

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