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Ue, Draghi: «Servono enormi investimenti, risorse pubbliche e risparmi privati»

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Ultimo aggiornamento 24 Febbraio, 2024, 13:21:36 di Maurizio Barra

DAL NOSTRO INVIATO

GENT (BELGIO) – Mai come in questo periodo i Ventisette sono concentrati sul loro futuro finanziario. In ritardo rispetto alle altre grandi potenze mondiali, l’Europa deve trovare denaro fresco per affrontare i grandi cambiamenti degli ultimi anni, politici ed economici. Lo sguardo corre alla transizione ambientale, ma soprattutto al riarmo a cui sono costretti i paesi membri dopo lo scoppio della guerra in Ucraina e di ricorrenti focolai internazionali.

Riuniti qui a Gent, nelle Fiandre belghe, per una due-giorni di incontri, i ministri delle Finanze avranno oggi, sabato 24 febbraio, uno scambio di opinioni con Mario Draghi, l’ex presidente della Banca centrale europea, incaricato di preparare un rapporto sulla competitività dell’economia europea. Parlando alla stampa prima dell’incontro, l’economista ha messo in luce la necessità per l’Europa di effettuare enormi investimenti nel prossimo futuro.

“Si sono verificati molti cambiamenti profondi negli ultimi anni (…) Questi cambiamenti hanno una varietà di conseguenze, una delle quali è chiara: dovremo investire un enorme ammontare di risorse in un tempo relativamente breve, in Europa”, ha spiegato l’ex banchiere centrale. “La discussione di oggi serve a sapere che cosa pensano i ministri delle Finanze e come si stanno preparando a finanziare queste necessità di investimento. Non penso solo a risorse pubbliche, ma anche ai risparmi privati”.

Unione dei mercati di capitali, sensibilità diverse

La presa di posizione di Mario Draghi è giunta mentre i Ventisette vorrebbero completare il mercato unico anche in campo finanziario. La questione è annosa perché mette a confronto sensibilità nazionali diverse. Provocatorio, il ministro delle Finanze francese Bruno Le Maire ha proposto una cooperazione volontaria tra i paesi membri, pur di mettere in moto una agognata unione dei mercati dei capitali. La Germania è fredda: teme una segmentazione del mercato e possibili arbitraggi da parte delle istituzioni bancarie.

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