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È morta Bice Gullotta, l'anziana fuggita da una Rsa di Faenza per rivedere il mare

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Ultimo aggiornamento 25 Febbraio, 2024, 02:37:10 di Maurizio Barra




La donna era appena riuscita a riottenere la sua libertà e a trasferirsi a Roma dopo una lunga battaglia legale, ad aprile era “evasa” dalla casa di riposo per andare sulla riviera romagnola


Le parole del suo avvocato

 A comunicare la notizia, al Corriere della Sera, il suo legale Giuliano Lelli Mami. L’epilogo era arrivato a luglio, dopo quella che il suo legale, l’avvocato Giuliano Lelli Mami, aveva definito “una corsa a ostacoli”. Era arrivata infatti l’autorizzazione del giudice al trasferimento, almeno provvisorio, della signora a Roma. “La signora Bice era ricoverata in ospedale a Roma ed è morta per un infarto. In seguito dell’esito positivo della “prova” aveva raggiunto l’accordo con cui aveva effettuato il definitivo trasferimento nella nuova sistemazione abitativa, un piccolo appartamento a Roma dove aveva spostato la propria residenza” afferma l’avvocato. “Io stavo iniziando la redazione degli Atti per la definizione della pratica al tribunale di Ravenna e la conseguente instaurazione della pratica al tribunale di Roma dove Bice – aggiunge il legale – avrebbe chiesto all’autorità giudiziaria di disporre una eventuale consulenza d’ufficio medico-psichiatrica per revocare l’amministratore di sostegno. In seguito di tutte queste novità la signora Bice aveva ribadito la propria gioia di vivere. Conservo con affetto il ricordo dell’ultima volta in cui l’ho vista quando dopo avermi abbracciato mi ha detto, commossa, la seguente frase: ‘Sono Felice. Tu sei mio Figlio. Ti voglio bene'”. 

 

La fuga dalla Rsa pochi mesi fa

 Nell’aprile 2023, la donna aveva preso un treno in direzione Romagna ed era scesa in Riviera per andare a bussare all’Hotel Flora in cui era solita soggiornare nei suoi periodi di vacanza. Un piano ben congegnato dall’anziana, che per anni aveva lavorato come direttrice di un ufficio postale. Era stata riconosciuta dai titolari della struttura, ora chiusa, dispiaciuti di non averla potuta ospitare.

Dopo essersi rifocillata in un bar, non potendo soggiornare nell’albergo, l’81enne si era rivolta alla vicina parrocchia e aveva raccontato il suo malessere, per la permanenza nella casa di riposo, a partire dai pasti con “minestrine annacquate, mele cotte e prosciutto di cent’anni fa” per arrivare agli altri ospiti che di notte “gridano invocando la madre o gli angeli”. Ma l’arrivo dei carabinieri aveva messo fine all’evasione della signora Bice.




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