Aggiornamenti, Calcio, Cinema, Cronaca, ECONOMIA, Juventus, Medicina, Salute e Benessere, Mondo, Notizie, Piemonte, Politica, Scienza, Spettacoli Musica e Cultura, Sport, Tecnologia, tutte le regioni italiane: ultimissime notizie in tempo reale sempre aggiornate, TUTTI I VIDEO DELLA JUVENTUS, Ultim'ora, VIAGGI E VACANZE: TUTTE LE NOTIZIE IN TEMPO REALE, VIDEO NOTIZIE

Agricoltori, idranti e roghi a Bruxelles. 900 i trattori, uova contro sede del Consiglio Ue

Tempo di lettura: 5 minuti

Ultimo aggiornamento 26 Febbraio, 2024, 15:00:33 di Maurizio Barra

“Le regole devono essere uguali per tutti”: lo chiedono gli agricoltori europei, giunti a Bruxelles da diverse nazioni europee come il Portogallo, la Spagna e anche dall’Italia, dove è presente anche Coldiretti con 3.000 agricoltori. A rinvigorire la protesta degli agricoltori è l’occasione del  Consiglio europeo dei ministri dell’Agricoltura, iniziato questa mattina: la presenza di tutti i responsabili nazionali delle politiche agricole dei 27 Paesi membri  rappresenta dunque l’opportunità di esprimere l’insoddisfazione per le recenti decisioni della Commissione europea adottate in reazione alle azioni di protesta  dell’inizio di febbraio.

Secondo la polizia belga, sono circa 900 i trattori presenti alla manifestazione in corso. I mezzi hanno formato un lungo corteo bloccando principalmente Rue de la Loi. Gli agricoltori hanno gettato uova sull’edificio Lex, che ospita il servizio di traduzione del segretariato generale del Consiglio Ue, secondo quanto riporta Le Soir. Sotto il suono dei clacson, alcuni manifestanti continuano a lanciare petardi, uova e arance.

Colonne di fumo denso con aria irrespirabile si sono alzate dai copertoni e dai cassonetti dati alle fiamme, mentre gli agenti in tenuta antisommossa hanno contenuto gli incendi con gli idranti. Si sentono anche diverse esplosioni, forse di petardi.

Alcuni trattori hanno provato a dirigersi verso Place de Luxemburg interdetta ai veicoli agricoli. I manifestanti hanno anche scaricato sull’asfalto del fieno. Gli agricoltori in protesta hanno provato a forzare con i loro mezzi un blocco della polizia, situato all’incrocio tra Avenue d’Auderghem e Rue Belliard.

Nel frattempo il blocco all’aeroporto principale di Bruxelles da parte dei trattori è stato rimosso. Lo si apprende dalla società che gestisce l’aeroporto di Zaventem.

Gli agricoltori: “Chiediamo reddito dignitoso”

“La nostra richiesta numero uno è garantire un reddito  dignitoso agli agricoltori. E per questo non abbiamo altra scelta che abbandonare le politiche di libero scambio e di deregolamentazione del mercato”, ha sottolineato il responsabile della missione politica di Fugea, la federazione agricola che sta guidando la protesta in Belgio, Timothée Petel, al quotidiano belga Le Soir. La federazione agricola afferma di aspettarsi “un’azione forte su questi temi” da parte della Commissione europea e ritiene che le sue recenti decisioni siano “ampiamente  insufficienti”. “La Commissione ci chiede di sospendere alcune norme ambientali (che non abbiamo chiesto) e di effettuare una semplificazione amministrativa. Certamente è necessario per gli agricoltori, ma non soddisfa la nostra priorità, che è quella di fissare prezzi equi”, ha insistito Timothée Petel.

Dopo un mese e mezzo di mobilitazione, la tensione nel settore agricolo è ancora alta. “Gli agricoltori sono sempre più arrabbiati, proprio perché non vediamo azioni concrete sulla nostra domanda di reddito. Finché non verranno intraprese azioni forti, in particolare per fermare l’accordo UE-Mercosur, non ci  calmeremo e manterremo la pressione”, ha concluso Petel. Il quale, insieme a una delegazione di agricoltori, sarà ricevuta dal Consiglio e dalla Commissione alle 14:30. L’incontro, spiega Le Soir, dovrebbe consentire di portare avanti le misure di semplificazione della politica agricola comune (PAC), in attesa di un secondo pacchetto  di proposte a marzo sulle retribuzioni degli agricoltori, ha sottolineato al suo arrivo  il ministro belga David Clarinval.

 

 

Prandini (Coldiretti) a Bruxelles: “Gli atti di violenza non ci appartengono”

“Le nostre sono mobilitazioni condotte con determinazione per avere risposte chiare ai bisogni delle nostre imprese ma si distinguono rispetto ad atti di violenza che non ci piacciono e non ci appartengono”. E’ quanto ha affermato da Bruxelles il presidente della Coldiretti Ettore Prandini, segnala una nota, nell’esprimere ferma condanna per gli incidenti nella capitale belga. Coldiretti è presente con oltre tremila agricoltori per chiedere, in maniera assolutamente pacifica e democratici, un cambio di passo sulla Politica agricola comune in occasione del Consiglio dei Ministri Agrifish. “La Coldiretti è una forza amica del Paese e non è in contrapposizione con i cittadini né è contro le istituzioni – ha ribadito Prandini – con le quali dialoga per ottenere risposte alle necessità della nostra agricoltura”.

Bruxelles, continuano le proteste degli agricoltori Ap Photo

Bruxelles, continuano le proteste degli agricoltori

“Dobbiamo affrontare collettivamente il tema di dire nuovamente agli agricoltori cos’è il progetto agricolo europeo, anche nelle transizioni che dobbiamo guidare”. Ci sono “proposte alla Commissione di breve termine: è necessario dare subito segnali agli agricoltori, dire che qualcosa sta cambiando non solo nel breve termine ma anche in termini a medio e lungo”. 

“Il Green Deal deve essere anche un Deal di prodotto altrimenti avremo perso elementi di sovranità” con “un’agricoltura più attenta alle questioni ambientali in Europa ma che non è in grado di produrre ciò di cui abbiamo bisogno”. Lo ha detto il ministro dell’Agricoltura francese Marc Fesneau, arrivando al Consiglio Ue sull’Agricoltura.

“Gli agricoltori devono essere pagati per quello che fanno, compreso ciò che non è incluso nella PAC e quindi ci sono elementi credibili che vengono richiesti agli agricoltori che non vengono pagati e quindi questo è il nocciolo del problema”, così il vice primo ministro e ministro dell’Agricoltura belga, David Clarinval, della presidenza di turno del Consiglio Ue. “Ma – continua – ci sono anche elementi di mercato che sono importanti e vediamo che il mercato dei cereali è in fase di trasformazione, i prezzi stanno scendendo e è un gioco sporco quello messo in atto dalla Russia per fare pressione sia sull’Ucraina ma anche sul mercato interno. Siamo in un contesto geopolitico globale e dobbiamo tenere conto di tutti questi aspetti. Il fatto che la Commissione proponga di riaprire la discussione a metà della programmazione Pac è davvero una buona notizia”. 

 

Bruxelles, continuano le proteste degli agricoltori Ap Photo

Bruxelles, continuano le proteste degli agricoltori

La protesta prevista a Roma per il 2 marzo 

Sabato 2 marzo alle ore 12 a Roma, in Piazza Santi Apostoli, gli agricoltori vicini alle posizioni dei C.R.A. (Comitati Riuniti Agricoli) scenderanno in piazza per chiedere un confronto con il presidente del Consiglio Giorgia Meloni e ai rappresentanti della Commissione Europea in Italia.”La protesta dalle strade d’Italia si sposta a Roma ai palazzi del potere. Dopo oltre un mese di protesta – spiegano gli agricoltori dei C.R.A. – cerchiamo di verificare nei fatti se esiste una volontà da parte della politica italiana e delle Istituzioni europee di collaborare con i produttori agricoli per una rapida soluzione dei drammatici problemi del comparto agroalimentare. Abbiamo già attivato le autorità competenti per informare il Presidente del Consiglio e i Rappresentanti della Commissione Europea e siamo certi di una risposta favorevole”. 

“È ferma volontà del C.R.A. dare agli agricoltori la possibilità di confrontarsi liberamente con le autorità invitate all’incontro. Inoltre stiamo elaborando un documento programmatico che illustri le varie criticità del comparto agricolo e che diventi un primo esempio di interazione politica tra produttori e Istituzioni”, concludono i Comitati Riuniti Agricoli.

Agricoltori pugliesi a Bruxelles: le politiche Ue contestate

Per protestare “contro le politiche europee che rischiano di tagliare un terzo della produzione di cibo made in Italy” oggi in piazza a Bruxelles ci sono anche centinaia di agricoltori pugliesi. Lo comunica Coldiretti Puglia sottolineando che “sotto accusa ci sono le politiche europee che stanno causando gravi danni all’agricoltura tricolore, dal divieto delle insalate in busta e dei cestini di pomodoro, all’arrivo nel piatto degli insetti, dall’idea di equiparare alcune tipologie di allevamenti alle attività industriali, al nutriscore che boccia le eccellenze made in Italy”.   

Gli agricoltori contestano inoltre “il via libera alle etichette allarmistiche sulle bottiglie di vino, l’eliminazione della pesca a strascico, il permesso alla vendita del prosek croato e agli altri falsi, fino alla possibilità di importare grano dal Canada dove si coltiva con l’uso di glifosato secondo modalità vietate in Italia”. Per quanto riguarda “il caso del grano ucraino che sta invadendo i porti pugliesi” facendo “crollare le quotazioni”, Coldiretti propone di “utilizzare parte dei fondi Ue messi adisposizione per l’emergenza ucraina per acquistare e stoccare in magazzini europei i prodotti cerealicoli e, più in generale, prodotti agricoli da destinare ai Paesi colpiti da gravi emergenze alimentari”. “In questo modo – conclude – si eviterebbe la destabilizzazione del mercato comunitario e al tempo stesso si potrebbe valorizzare il ruolo geopolitico dell’Europa nella lotta all’insicurezza alimentare di queste aree, sulle quali cresce sempre più l’influenza di Paesi come la Russia”.

source

La Tua opinione è importante! Vota questo articolo, grazie!
No votes yet.
Please wait...

Vuoi scrivere, commentare ed interagire? Sei nel posto giusto!

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.