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Morto Jacob Rotschild, finanziere britannico ed erede della famiglia di banchieri

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Ultimo aggiornamento 26 Febbraio, 2024, 14:42:11 di Maurizio Barra




Figlio di Victor, III barone Rothschild, aveva 87 anni. Noto filantropo ha ricevuto le più grandi onorificenze britanniche



Morto Jacob Rotschild, finanziere britannico ed erede della famiglia di banchieri - foto 2

Tgcom24




Insignito delle più grandi onorificenze britanniche

 Figlio di Victor, III barone Rothschild, e di una donna cristiana anglicana convertita per il matrimonio all’ebraismo osservante, Jacob studiò all’università di Oxford per poi formarsi come finanziere nella banca di famiglia, la NM Rothschild & Sons, a partire dal 1963, e quindi creare una propria società, la J Rothschild Assurance Group in coppia con sir Mark Weinberg nel 1980. Ricordato dai familiari come un filantropo, ricevette in vita le massime onorificenze britanniche dai reali di casa Windsor ed ebbe anche incarichi pubblici come vicepresidente del gruppo televisivo Sky o presidente del comitato dei garanti della National Gallery, museo simbolo di Londra. 

 

Il messaggio dei quattro figli

 “Nostro padre Jacob – hanno scritto i quattro figli in un messaggio – è stata una figura eminente per tante persone; come finanziere stimato, campione delle arti e della cultura, servitore devoto della cosa pubblica, sostenitore appassionato di attività di beneficenza in Israele e per la cultura ebraica, ambientalista entusiasta, amico, padre e nonno amatissimo”. La famiglia ha fatto sapere che la sepoltura avverrà in privato secondo il rito ebraico.

 

Il tentato salvataggio di Khodorkovsky

 I suoi interessi d’affari hanno riguardato prevalentemente la finanza, ma hanno spaziato pure in altri settori come quello petrolifero: incluso un accordo sottoscritto nel 2003 per provare a mettere in custodia (invano) asset dell’oligarca russo Mikhail Khodorkovsky, oppositore di Vladimir Putin, prima dell’arresto di questi e della confisca di fatto del suo gruppo, Yukos; o ancora l’acquisizione nel 2013 dal governo d’Israele, attraverso la società Genie Energy, del diritto esclusivo di sfruttamento d’un giacimento di greggio nell’area del Golan siriano occupato. 





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