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"Ti dico una cosa segreta" di Palazzolo in scena a al Biondo

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 26 Febbraio, 2024, 15:37:44 di Maurizio Barra

“Ti dico una cosa segreta”,
scritto e diretto da Rosario Palazzolo, con Simona Malato, Delia
Calò e Chiara Peritore debutterà, mercoledì 28 febbraio, alle
ore 21 debutterà in prima assoluta nella Sala Strehler del
Teatro Biondo a Palermo, che lo ha prodotto dal Teatro Biondo.Lo
spettacolo completa il Dittico del sabotaggio avviato la scorsa
stagione con lo spettacolo Se son fiori moriranno. Le scene e i
costumi sono di Mela Dell’Erba, le musiche originali di Gianluca
Misiti, le luci di Gabriele Gugliara. Repliche fino al 10 marzo.

   
Con questo lavoro Palazzolo porta avanti la sua indagine sul
concetto di immaginazione, intorno al quale ruota la vita di
ogni artista e il fondamento stesso del teatro, introducendo la
dimensione del tempo, che non necessariamente procede in avanti.

   
In Ti dico una cosa segreta ritroviamo gli stessi personaggi del
precedente spettacolo, la madre Adele, la figlia Luisa e la
terapeuta ma “ogni cosa è capovolta, contestata, messa in dubbio
– sottolinea l’autore – compresa l’assegnazione dei ruoli”.

   
Palazzolo gioca, come sempre, con la parola e con la
verosimiglianza, intrecciando i piani narrativi e sfidando il
pubblico, che ancora una volta è chiamato in causa con lo scopo
di mettere in discussione le proprie certezze:
Al centro di questa nuova incursione drammaturgica nei territori
della nostra immaginazione e della nostra cattiva coscienza, ci
sono i fantasmi: “Con questo spettacolo – aggiunge Palazzolo –
acchiappo tutti i miei fantasmi e li metto a sedere. O perlomeno
ci provo. Pensate ai miei fantasmi, oppure ai vostri, a tutte le
pareti che hanno oltrepassato, le urla che hanno lanciato, gli
oggetti che hanno spostato. E adesso immaginateli seduti su una
poltrona, magari la stessa in cui sedevano da vivi, epperò
adesso sono morti, sono fantasmi, non ci sono più. E la poltrona
invece c’è. È un pensiero intollerabile”.

   

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