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Combs di nuovo accusato di molestie, stavolta da un uomo

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 27 Febbraio, 2024, 20:58:39 di Maurizio Barra

L’impresario musicale Sean Combs
è stato denunciato per molestie sessuali da un producer che lo
accusa di averlo aggredito e costretto a fare sesso con
prostitute.

   
Rodney ‘Lil Rod’ Jones accusa Combs, che ha 54 anni e si fa
chiamare anche Puff Daddy o Diddy, di avergli messo le mani
addosso mentre lavorava con lui per il suo ultimo album. È la
quinta azione legale negli ultimi quattro mesi contro il tycoon
dell’hip-hop che ha replicato attraverso un avvocato: “È tutta
una fiction. Abbiamo le prove che si tratta soltanto di
menzogne”.

   
Secondo i documenti allegati alla causa in cui sono in gioco
30 milioni di dollari, Jones afferma di aver abitato e viaggiato
con Combs tra settembre 2022 e novembre 2023. L’uomo sostiene di
essere stato drogato e “ricorda di essersi svegliato nudo in
stato confusionale a letto con il musicista e due prostitute”.

   
Allegate all’azione legale sono foto di feste a casa del rapper
che mostrerebbero ragazze minorenni e prostitute sotto l’effetto
di stupefacenti.

   
Coinvolti nella causa sono il figlio di Combs, Justin, la sua
capo di gabinetto Kristina Khorram e executive di Universal
Music e Motown.

   
L’azione legale fa seguito al patteggiamento in novembre tra
Combs e la cantante R&B Cassie (vero nome Casandra Ventura), la
sua ex compagna per oltre un decennio, dopo le accuse di lei di
coercizione sessuale, violenze e stupro. Per l’impresario il
risarcimento aveva chiuso il caso legale, ma il danno
sostanziale alla sua reputazione e alla sua legacy era già
emerso con il ritorno a galla di vecchie accuse di violenza: per
altre tre di queste il rapper è stato portato in tribunale.

   
Negli anni ’90, lavorando con star come Notorious B.I.G. e
Mary J. Blige per la sua etichetta Bad Boy Records, Combs è
stato il motore per la commercializzazione dell’hip-hop.

   
L’impresario è ricchissimo, con una fortuna
stimata a un miliardo di dollari e guadagni annuali, secondo
Forbes, di 90 milioni, ma a causa delle azioni legali si è
dimesso da Revolt, la rete televisiva musicale da lui fondata
nel 2013.

   

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