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Danni ai cavi sottomarini nel Mar Rosso. Si teme un attacco degli Houthi

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Ultimo aggiornamento 27 Febbraio, 2024, 10:34:09 di Maurizio Barra

Prima gli attacchi alle navi occidentali nel Mar Rosso, adesso (forse) il sabotaggio di alcuni cavi sottomarini che trasmettono dati e tengono in piedi l’infrastruttura globale di Internet. Le rappresaglie dei miliziani Houthi, gruppo armato yemenita filo-iraniano, si intensificano e potrebbero aver trovato nuovi obiettivi.

Secondo diversi media dell’area, sarebbero almeno quattro i cavi sottomarini danneggiati nel Mar Rosso: il cavo AAE-1 (Asia-Africa-Europa 1, lungo 25mila chilometri, dal sud-est asiatico all’Europa, attraverso l’Egitto, che collega Hong Kong , Vietnam, Cambogia, Malesia, Singapore, Tailandia, India, Pakistan, Oman, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Yemen, Gibuti, Arabia Saudita, Egitto, Grecia, Italia e Francia); Seacom (cavo da 17mila chilometri che collega Sudafrica, Kenya, Tanzania, Mozambico, Gibuti, Francia e India); Europe India Gateway (Eig), cavo in fibra ottica di 15mila chilometri che collegherà Regno Unito, Portogallo, Gibilterra, Monaco, Francia, Libia, Egitto, Arabia Saudita, Gibuti, Oman, Emirati e India).

Il vero punto è però un altro: non è ancora chiaro se i danni siano dovuti a sabotaggi o a più banali incidenti marittimi (magari causati da attrezzature da pesca come reti da traino o ancore trascinate sul fondo del mare). La seconda ipotesi sembra tuttavia abbastanza difficile, considerato che la costruzione e la posa dei cavi tengono conto del traffico marittimo e di quesye eventuialità.

La conferma di Seacom

Le notizie, ad ogni modo, sono al momento frammentarie, e mancano di conferme ufficiali. L’unica vera conferma arriva da Seacom, la società sudafricana che controlla uno dei cavi ompromessi. L’azienda ha rilevato un guasto sabato scorso, ha confermato il Chief Digital Officer, Prenesh Padayachee, in un’intervista a Bloomberg. Lo stesso ha stimato che il problema si trova in acque comprese tra 150 e 170 metri di profondità, in un’area dove i combattenti Houthi sostenuti dall’Iran hanno preso di mira le navi con droni e missili. Al momento, però, Seacom non è in grado di stabilire se il cavo sia stato compromesso da un attacco degli Houthi o da altri fattori. Solo quando la società sarà in grado di operare sul cavo potrà stabilire la cusa del danno.

L’incidente, comunque, evidenzia quanto possano essere vulnerabili le infrastrutture sottomarine critiche, in particolare in acque poco profonde con molti cavi. Ci sono circa 16 sistemi di cavi nel Mar Rosso, che collegano l’Europa all’Asia attraverso l’Egitto. E se le prime notizie verranno confermate, 4 di questi sarebbero stati sabotati.

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