Ultimo aggiornamento 27 Febbraio, 2024, 21:04:16 di Maurizio Barra
Nuoro, la città di Alessandra Todde,
ha contribuito in modo fattivo ad eleggere la sua concittadina
alla carica di presidente della Regione, prima donna nella
storia autonomista della Sardegna. E ora che ce l’ha fatta, la
ricordano a scuola, nella vita sportiva e sociale della comunità
in cui ha mosso i primi passi.
“Alessandra era molto brava, il tipo di alunna che ogni
insegnante amerebbe avere: diligente, ordinata, aveva tante
curiosità, molto presente con le attività della scuola e con i
compagni di classe – racconta all’ANSA Piero Cicalò, il suo
professore di inglese nei cinque anni frequentati al liceo
scientifico Fermi nella seconda metà degli anni ’80 -. Non mi
sorprende il percorso eccellente che ha fatto e che l’ha portata
a diventare governatrice. Ricordo il suo alto potenziale e la
sua instancabile voglia di darsi da fare per raggiungere gli
obiettivi”.
Classe 1969, la neo presidente nasce a Nuoro, figlia di
Giovanni Todde, amatissimo professore di matematica nel liceo in
cui l’esponente dei Cinquestelle ha studiato, e di Francesca
Gandolfi, commerciante di articoli da regalo ai ‘giardinetti’,
nel cuore del capoluogo barbaricino. “Alessandra in quegli anni
era stata lungimirante – ricorda il prof. Cicalò – si era
iscritta ad inglese quando a scuola prevaleva il francese e si
stava iniziando a capire che l’inglese sarebbe diventata al
lingua internazionale (lei oggi parla 5 lingue, nrd). Era molto
attenta alla pronuncia, un buon lessico ed era sempre pronta a
rispondere alle conversazioni che io stuzzicavo”.
In quegli stessi anni, Todde ha diviso le sue giornate di
studio e svago con la sua amica e compagna di liceo Giusy Putzu:
“Ricordo le riunioni interminabili di studio a casa mia e a casa
sua, lavoravamo molto nel gruppo in classe. Uscivamo con Lian,
un ragazzo australiano venuto con Intercultura nella nostra
classe e siamo partite per un viaggio di istruzione a Parigi.
L’anno successivo ci siamo autofinanziate, vendendo panini e
pasticcini, un altro viaggio di istruzione a Londra. Lei era
sempre pronta a darsi da fare perché voleva conoscere, era
curiosa di tutto ed era anche una brava sportiva: giocava a
basket nella squadra femminile della città”.
All’Università si iscrive in informatica a Pisa, una materia
con cui aveva dimestichezza fin da quando era alle scuole medie:
il padre le aveva regalato un commodore 20, uno dei primi
computer uscito nel 1980. “Le tecnologie la attiravano molto –
conferma Giusy – e infatti ha lavorato proprio in quel ramo come
imprenditrice e manager e si è guadagnata un premio importante”.
Ma è la Sardegna il suo più grande amore: “Alessandra è
felicissima di rientrare nell’Isola, me lo ripete sempre – dice
la sua amica – Se c’è una cosa che ama al mondo è la sua terra,
di cui ora vuole occuparsi: è una combattiva, non si arrende,
sono sicura che farà bene”.
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