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Kompatscher, 'su iscrizioni a scuola evitare l'ideologia'

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 27 Febbraio, 2024, 21:46:39 di Maurizio Barra

“Sgombriamo il campo da tanta
ideologia. L’obiettivo è sempre lo stesso: come gestiamo la
situazione per avere la migliore distribuzione possibile nelle
classi e nelle scuole dei diversi gruppi linguistici”. Lo ha
detto il presidente della Provincia di Bolzano, Arno
Kompatscher, difendendo l’ipotesi di costituire la commissione
paritetica per la scuola che deve valutare se un alunno abbia o
meno le competenze linguistiche necessarie a seguire le lezioni.

   
“A Bolzano, il problema è comune alle scuole di tutti i
gruppi linguistici – sostiene Kompatscher – Sia nelle scuole
italiane, sia in quelle tedesche c’è una bella fetta di alunni
che non parla la lingua di insegnamento. Spesso perché è una
lingua terza, a volte anche perché è l’altra lingua della
provincia. E questa seconda ipotesi si verifica più negli
istituti di lingua tedesca che in quelli italiani”.

   
“Per questo abbiamo cominciato con la possibilità dei
colloqui con le famiglie – prosegue il presidente altoatesino –
l’obiettivo non è di passare il problema ad altri, ma di capire
la situazione per poterla gestire, per poter eventualmente
consigliare soluzioni diverse. Questo vale per le scuole di
tutti e tre i gruppi. Perché se si iscrive un bambino in una
scuola in cui non capisce la lingua di insegnamento, ne ricevono
un danno prima lui e poi anche gli altri”.

   
“Prevedere anche che ci sia una commissione che abbia un po’
più di potere, anche in positivo, è una cosa su cui si può
ragionare, anche perché è previsto dallo Statuto – osserva
ancora Kompatscher – Però, diamo poco aiuto agli insegnanti
facendo come se questa fosse la soluzione di tutti i problemi.

   
Soprattutto bisogna prima capire e poi dare sostegno. Ce lo
chiedono gli insegnanti. di tutti gli istituti, sia di lingua
italiana che tedesca”.

   
Sulla costituzione della commissione paritetica, Kompatscher
pensa ad un approfondimento: “Lasciate spazio alla politica –
dice – di poter discutere prima se la vogliamo applicare, come
lo vogliamo fare, in che limiti, in che termini, quando, con che
criteri, con quale flessibilità e quant’altro”.

   

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