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Ultimo aggiornamento 28 Febbraio, 2024, 20:06:17 di Maurizio Barra
CAMPO TURES – A tavola è apprezzato perché è privo di colesterolo e lattosio. Dietro il Graukäse della Valle Aurina, però, non vi è solo un prodotto molto richiesto, ma la storia di un popolo montano dell’Alto Adige che nei secoli ha trovato in esso una fonte di sostentamento. “Non è solo un formaggio, ma un prodotto identitario. Si fa dalla notte dei tempi. Lo vendevano le contadini per avere un po’ di soldi, per questo è sempre stato visto come il formaggio dei poveri”, spiega Martin Pircher, organizzatore del Festival del formaggio, la cui 15ma edizione si terrà a Campo Tures (Bolzano) dal 15 al 17 marzo.
A produrlo sono rimasti pochi masi. È così a Selva dei Molini, località remota e idilliaca dove i prati scoscesi si tuffano nel torrente Neves. Qui, nel soleggiato Mittermairhof, incontriamo la casara Agnes Laner mentre impasta energicamente gli scarti della produzione di burro. “Il Graukäse è un formaggio difficile da lavorare, perché non avendo il caglio, reagisce a volte in maniera diversa rispetto a quello che desidero”, commenta sorridendo di fronte alle cime innevate che si stagliano oltre il suo terrazzo. La produzione avviene tutta in loco: dalla coltivazione del foraggio, all’allevamento del bestiame, alla mungitura e stagionatura. La Valle Aurina è popolata di vacche, sono 10mila: parecchie se si pensa che la popolazione è di soli 15mila abitanti. Ogni azienda agricola ne ha in media 15, e deve fare i conti con norme sempre più stringenti e altre sfide. “Tutte le zone alpine incontrano delle difficoltà perché il lavoro è faticoso, le aziende sono piccole, e così oltre il 70% dei nostri allevatori deve fare due mestieri per sopravvivere”, spiega Annemarie Kaser, direttrice della Federazione Latterie Alto Adige. Oltretutto i terreni sono molto scoscesi e per questo le lavorazioni vanno fatte a mano o con macchinari costosi. Sempre a Selva dei Molini, un giovane casaro è partito dall’attività di famiglia e ha deciso di sperimentare nuovi formaggi che profumano di bosco. Michael Steiner, 30 anni, del maso Eggemoa, ha deciso di lavorare con le materie prime della foresta, come gli aghi di larice o la corteccia di abete rosso.
“Così porto dentro un po’ di storia della valle e del bosco”, racconta dal suo laboratorio, con annessa sala degustazioni panoramica, dove è solito sperimentare nuovi prodotti, tutti a pasta molle. “Si può giocare tanto con il latte, cambiare fermenti, temperature e lavorazioni, e creare così nuove ricette”.
A Campo Tures sorge il comprensorio sciistico di Speikboden: 40 km di ampie piste con una peculiarità, la possibilità di scoprire la storia dei formaggi locali grazie al format Ski&Cheese con cui è possibile sciare di malga in malga assaggiando prodotti diversi. A narrare la loro storia, ancora Pircher, che è anche sommelier di formaggi. Il comprensorio ha di recente introdotto alcune novità legate alla sostenibilità ambientale. “Abbiamo installato quattro grandi impianti fotovoltaici, un impianto idroelettrico e produciamo così gran parte di energia da fonti rinnovabili. In più abbiamo sostituito il diesel con il Gtl Alpine, che ha molte meno emissioni”, rivela il direttore di Speikboden Martin Unterweger.
A un turismo sempre più sostenibile guarda anche l’hotel Drumlerhof di Campo Tures che nel 2010 ha deciso di diventare CO2 neutrale e persrgue i principi dell’economia del bene comune. “Vengo da un piccolo maso di montagna dove eravamo sei figli con tre maiali e tre mucche, e con quelli dovevamo sopravvivere – ricorda il direttore Stefan Fauster -. L’economia circolare per noi era la normalità, non potevamo sprecare niente. Abbiamo così pensato di adattare questa filosofia al modello turistico. Vogliamo mostrare che fare una vacanza ecosostenibile vuol dire consumare meno e molto meglio”. All’estremità della valle, dove le strade si perdono, all’ombra delle vette più a Nord d’Italia, sorge Schlüichalm, la malga di tre giovani sorelle – Rosa, Ida e Rita Steger – che hanno deciso di mettersi in gioco prendendo in gestione questa attività al servizio degli escursionisti in località Casere, in mezzo al bosco. “Ho sempre sognato di gestire una malga sin da quando ero bambina – confessa Rosa, 22 anni -. Non avrei mai pensato che questa chance sarebbe arrivata così presto”. Il suo piatto forte? I canederli alle ortiche, rigorosamente con fonduta di Graukäse.
Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!
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