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Rumiz, confini accelerano la balcanizzazione in Europa

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Ultimo aggiornamento 29 Febbraio, 2024, 13:37:07 di Maurizio Barra

“L’Europa si balcanizza a vista
d’occhio” con la sospensione di Schengen che prevede “controlli
alla frontiera che non hanno nessun valore reale” perché “non
servono assolutamente a respingere nessuno” ma “servono a
riabituarci all’idea che esistono le nazioni”. Lo ha detto il
giornalista e scrittore Paolo Rumiz a un convegno sui Balcani a
Trieste.

   
“Nei Balcani si è manifestata in anticipo rispetto al resto
dell’Europa una malattia, una disgregazione, un ritorno
all’etnonazionalismo che sta contaminando anche noi”, ha
spiegato Rumiz. Il rischio che comporta questo fenomeno è che
“non ci presentiamo uniti davanti ai pericoli che ci circondano
che non sono soltanto di ordine militare ma anche pericoli di
carattere economico”, ha affermato. “Viviamo un momento di
guerra a pezzi che vede assolutamente Trieste in prima linea,
perché qui si ripercuote tutto: le tensioni nei Balcani, la
guerra a Gaza attraverso la difficoltà di attraversamento del
canale di Suez” e la guerra in Ucraina per “i traffici di
Trieste nel Mar Nero”, ha puntualizzato, ricordando infine
l’interesse della Cina per la città che “appena può cerca di
costruire attraverso Trieste e l’Adriatico una rotta di
penetrazione nel centro Europa”.

   

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