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Ex Ilva, il Tribunale dichiara lo stato di insolvenza

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Ultimo aggiornamento 1 Marzo, 2024, 01:10:29 di Maurizio Barra

L’apertura del fascicolo era già stata annunciata dalla Procura il 27 febbraio scorso. Scrive il presidente De Simone nel provvedimento del 29 febbraio: «Quanto allo stato di insolvenza, l’irreversibile impossibilità di soddisfare regolarmente le proprie obbligazioni e l’assoluta assenza di una liquidità di cassa per la sopravvivenza della continuità aziendale diretta, la stessa non é in alcun modo contestata dalla società ed in ogni caso é stata acclarata dall’esperto nel corso della composizione negoziata e vagliata dal Tribunale negli argomentati provvedimenti adottati dal giudice designato per la conferma delle misure protettive richieste nel contesto della composizione». In quella sede emersero debiti di Acciaierie per 3,1 miliardi alla data di fine novembre 2023.

Va ricordato che con la composizione negoziata della crisi, il rigetto delle misure cautelari e protettive chieste da Acciaierie è avvenuto il 16 febbraio con ordinanza del giudice Francesco Pipicelli. Con queste misure, Acciaierie avrebbe voluto bloccare i creditori (da Ilva in amministrazione straordinaria agli istituti di credito) nella «facoltà di segnalare in Centrale Rischi e alla Crif l’intervenuta sospensione dei pagamenti nel corso delle trattative, nonché di revocare le linee di credito già esistenti ed utilizzate».

Questo è stato il terzo no arrivato ad AdI dallo stesso magistrato, che in precedenza aveva già respinto la richiesta societaria di impedire a Invitalia di chiedere al Mimit l’amministrazione straordinaria e dichiarato, altresì, che il decreto legge di gennaio 2023 (quello che ha posto il primo tassello dell’amministrazione straordinaria) non é anticostituzionale.

Nel rigettare le misure di cautela e di protezione, il giudice scrive che «per la conferma delle misure protettive, condizione necessaria è l’esistenza di una concreta, attendibile e realistica prospettiva di risanamento dell’impresa»

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