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Ecco cosa ci insegna il fallimento Titan…ico di Apple Car

Tempo di lettura: 3 minuti

Ultimo aggiornamento 2 Marzo, 2024, 13:14:47 di Maurizio Barra

Il nome forse non ha portato fortuna. Non contro un iceberg, ma come il Titanic il progetto Titan di Apple si è miseramente schiantato. L’auto elettrica a guida autonoma, totalmente gestita dall’intelligenza artificiale, non vedrà mai la luce. Nonostante dieci miliardi di dollari rovesciati sul progetto, una dozzina di render fatti circolare negli ultimi dieci anni, l’azienda fondata da Steve Jobs si arrende. Ma, nel comparto tecnologico, si stanno facendo avanti altri due colossi che, in teoria, con le automobili c’entrano poco o nulla, con l’obiettivo di diventare veri game-changer. Vediamo di che si tratta.

La notizia di Apple è di questi giorni, con una mail mandata a tutto lo staff al lavoro sul Titan Project, circa duemila persone. E dire che a Cupertino, certi di poter realizzare l’auto del futuro, avevano arruolato personale da Mercedes, Tesla, Volkswagen, ingaggiato designer, esperti di automotive. Ma senza successo. Il progetto dell’auto Apple è rimasto dov’era.

Tecnologica come un iPhone, lussuosa come una limousine, la Apple Car doveva prima di tutto capire anche in quale settore di mercato si sarebbe infilata. Auto per il pubblico? Taxi a guida autonoma? Droni semoventi? Insomma, grandi visioni ma nessuna commercialmente valida, pare di capire. Anche perché quale sarebbe stato il prezzo?

Tanto che adesso ancora si vocifera di un tentativo di virare su un’auto a guida semi-autonoma, sempre elettrica, anche se alcuni rumors vogliono indirizzare verso l’energia solare, antica utopia. Per il momento, i 2mila addetti sono stati dirottati nel settore dell’intelligenza artificiale al gran completo.

Con l’auto elettrica che rallenta a livello globale e la competizione che si fa sempre più feroce, Apple ha preferito evitare un possibile fallimento epocale. In un mercato con margini di profitto relativamente bassi, la concorrenza di colossi come Tesla rende l’ingresso particolarmente arduo per chi parte da zero. Senza un partner industriale nel settore automobilistico, Apple ha quindi scelto la via più sicura: l’Intelligenza Artificiale.

Mentre Apple arretra, le aziende tecnologiche cinesi stanno accendendo i motori per conquistare il mercato dell’auto elettrica. Huawei, con il marchio Aito, e Xiaomi con la SU7, si preparano a sfidare i giganti occidentali. Sostenute da partner industriali – la BAIC nel caso di Xiaomi, Seres per la rivale – e da un contesto favorevole in Cina, queste aziende puntano a rivaleggiare con modelli di prestigio come la Tesla Model S e la Porsche Taycan.

Già nel 2021 la compagnia di smartphone cinese aveva avviato la produzione di veicoli elettrici, con un investimento iniziale di 10 miliardi di yuan, ossia 1,4 miliardi di dollari, per arrivare a un totale di 10. Potenza da 272 a 400 cavalli, autonomia di 800 chilometri e guida autonoma di livello 3, le principali caratteristiche annunciate della berlina dalle linee europee e motoristica e batterie sviluppate in-house.

Le consegne era annunciate per questo inizio di 2024, ma i tempi non sono facili. Perché, per tecnologica che sia l’auto di oggi, ha pur sempre bisogno di ruote e motore. E lì serve chi le sappia fareIn ogni caso, il cambiamento del mondo dell’automotive sta avanzando a ritmo inesorabile. E per fronteggiare la concorrenza è ben difficile che basterà invitarla a installarsi qui da noi, offrendo spazi per una filiale.

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