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Immigrazione clandestina attraverso rotta balcanica, 9 fermi

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 2 Marzo, 2024, 06:17:46 di Maurizio Barra

Una presunta organizzazione dedita
al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina attraverso la
rotta balcanica è stata scoperta a Siena dalla Squadra mobile
della città toscana. Nove le persone, tutte pakistane, fermate
su ordine della Dda fiorentina: quattro sono accusate di far
parte, con vari ruoli, dell’associazione, tutte, a vario titolo,
dei reati di organizzazione all’ingresso illegale di più
connazionali irregolari, rapina, lesioni e tentato sequestro a
scopo di estorsione.

   
Le indagini sono partite un anno fa, il 19 marzo quando c’è
stata un’aggressione a due pakistani da parte di più persone
appartenenti al gruppo criminale. Lo stesso giorno e quello dopo
invece una delle vittime sarebbe stata trattenuta a forza in un
appartamento del centro di Siena: un tentativo di sequestro, è
stato poi svelato, per ottenere altri soldi per il viaggio che
lo aveva portato in Italia. Le indagini, oltre a episodi di
rapina ai danni sempre degli immigrati irregolari, avrebbero
svelato il tragitto del viaggio per arrivare in territorio
italiano, attraverso la cosiddetta rotta balcanica dietro
l’esborso di ingenti somme di denaro versati tramite un gestore
di un negozio di money transfer di Atene a favore di alcuni
componenti del consorzio criminale radicato in Siena ma con
basi logistiche in Grecia e Bosnia. All’arrivo in Italia gli
immigrati sarebbero stati sottoposti ad aggressioni, minacce ed
estorsioni, per ottenere altro denaro: chi avrebbe provato a
scappare sarebbe stato ferito in modo serio. Uno degli immigrati
è stato appunto trovato in un appartamento del centro di Siena,
tenuto sotto sequestro da tre connazionali, per un contestato
debito di duemila euro. La polizia ha poi accertato come
numerosi altri pakistani irregolari venissero presi in carico
nella provincia di Siena, trovandolo loro alloggio, guidandoli
nelle pratiche presso l’ufficio immigrazione della questura e
facendo loro assegnare una temporanea sistemazione in attesa
della formalizzazione della richiesta di protezione
internazionale.

   

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