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Pcp, "un'unica grande Comunità di energia rinnovabile"

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 2 Marzo, 2024, 06:50:50 di Maurizio Barra

Dopo la pubblicazione del decreto
attuativo il 23 gennaio 2024, validato anche a livello europeo,
il 23 febbraio scorso è stato infatti reso noto il Regolamento
del Gestore dei servizi energetici (Gse) per le Comunità di
energia rinnovabile (Cer)
“A questo punto – commentano le consigliere di Pcp, Chiara
Minelli e Erika Guichardaz – occorre che la Regione dica qual è
il suo progetto sulle Comunità di energia rinnovabile. Come
gruppo consiliare abbiamo seguito attentamente la vicenda Cer
fin dai primi passi: abbiamo presentato una proposta di legge
regionale il 1/o marzo 2023, organizzato un convegno pubblico
con qualificati esperti, proposto una mozione che, ad aprile
2023, ha permesso di attivare il gruppo di lavoro con i comuni
e, infine a inizio febbraio, abbiamo presentato una mozione per
l’istituzione della cabina di regia regionale per definire e
coordinare il progetto”.

   
Anche nella prossima riunione del Consiglio regionale del 6
marzo c’è una interrogazione del gruppo Pcp che cita l’esempio
della Comunità di energia rinnovabile costituita dalla Diocesi
di Treviso e pone il problema dell’architettura che si vuole
dare alle Cer in Valle d’Aosta.

   
In base agli elementi acquisiti, la proposta che Pcp vuole
avanzare ha queste caratteristiche: realizzare impianti
fotovoltaici afferenti ad una Cer in tutti i comuni valdostani,
con lo scopo di arrivare ad una potenza installata superiore ai
50 Mw entro il 2026, obiettivo che contribuirebbe ad un
incremento significativo della produzione di energia pulita e
rinnovabile in Valle; prevedere una architettura con un’unica
grande Cer per tutta la Valle con un’articolazione di più
sottogruppi in tutti i 16 ambiti delle cabine primarie, in modo
da ottimizzare le risorse pubbliche e dare uno strumento già
operativo per tutto il territorio, semplificando l’avvio dei
sottogruppi locali; coinvolgere tutti i comuni e tutte le
parrocchie; utilizzare tutte le risorse dei fondi europei, Pnrr
(circa 18 milioni) e Fesr (circa 4 milioni) e individuare
risorse integrative del bilancio regionale; impegnare Cva a dare
un supporto tecnico alla realizzazione degli impianti e alla
configurazione del sistema; costituire una cabina di regia
regionale per coordinare la definizione del progetto e la sua
realizzazione.

   
“Ci confronteremo – concludono le consigliere – su queste
proposte e altre che potrebbero arrivare, anche da soggetti
economici, negli opportuni gruppi di lavoro, in Commissione e in
Consiglio regionale”.

   

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