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Spara e uccide i rapinatori: "Ha agito per rabbia. Ecco perché è stata giustizia privata"

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 2 Marzo, 2024, 01:08:48 di Maurizio Barra

Era convinto di essere nel giusto, quando ha fatto fuoco contro i rapinatori nel suo negozio. E lo è ancora. Ma ha agito per rabbia. Così i giudici motivano i 17 anni di carcere di condanna inflitti a Mario Roggero, gioielliere di Grinzane Cavour la cui drammatica vicenda aveva innescato un ampio dibattito sulla questione della legittima difesa.

E’ accaduto tutto il 28 aprile 2021.  La giornata era iniziata come qualsiasi altra per il signor Roggero. Ma tutto è cambiato quando dei rapinatori hanno fatto irruzione nel suo negozio, immobilizzando la figlia, minacciandola per farsi consegnare i preziosi. Roggero, allora, ha estratto la sua pistola da un cassetto e, quando questi hanno cercato di fuggire, lui ha deciso di inseguirli in strada

Nella sparatoria restano a terra, privi di vita, due dei rapinatori: Andrea Spinelli e Giuseppe Mazzarino. Un terzo, Alessandro Modica, viene ferito. Un video aveva documentato tutte le fasi di questa rapina finita nel sangue e il procuratore di Asti, dove è stato celebrato il processo, le aveva giudicate allucinanti.

I giudici della Corte di Assise di Asti hanno escluso la legittima difesa perché i rapinatori erano già in fuga quando Roggero ha iniziato a inseguirli. Il tribunale ha rilevato che Roggero era in preda a una forte “rabbia” provocata dal “fatto ingiusto altrui” e ha applicato l’attenuante specifica. Il tribunale ha inoltre sottolineato che Roggero ha dichiarato pubblicamente più volte “la propria convinzione di avere agito correttamente”., lo ha fatto “con il precipuo fine di assicurarli, lui, alla giustizia, o meglio alla sua giustizia privata, con immediata esecuzione della pena nei confronti dei colpevoli”.

“Una volta resosi conto che i rapinatori avevano lasciato il suo negozio, portando via alcuni preziosi, avrebbe dovuto astenersi dal rincorrerli brandendo un’arma da fuoco ma si sarebbe dovuto limitare a chiamare le forze dell’ordine” annotano i giudici nelle motivazioni della sentenza. 

Dietro la rabbia di Roggero, c’era un passato tormentato. Nel 2015, era stato vittima di una rapina durante la quale era stato selvaggiamente picchiato e sua figlia era stata sequestrata in bagno. Questa esperienza traumatica è rimasta con lui, alimentando la sua convinzione che i rapinatori non avessero mai pagato per i loro crimini

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