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Cuba in ginocchio: in corso il maggior esodo dalla rivoluzione castrista. Prezzo benzina +400%

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Ultimo aggiornamento 3 Marzo, 2024, 04:34:57 di Maurizio Barra

La crisi economica, la mancanza di cibo e l’incertezza sul futuro stanno spingendo un numero sempre maggiore di cubani a emigrare all’estero, generando quello che viene già considerato il più grande esodo dalla rivoluzione castrista del 1959.

Lo rivelano i numeri ufficiali del governo degli Stati Uniti – principale meta di esuli cubani – secondo cui tra il 2022 e il 2023 almeno 533.000 persone hanno lasciato l’isola per gli Usa, pari a circa il 5% della popolazione di 11 milioni di abitanti. A questi vanno aggiunti 37.000 cubani che tra il 2022 e il 2023 hanno chiesto rifugio in Messico e i 22.000 che hanno scelto l’Uruguay. Dopo l’abolizione del visto per i cubani, il Nicaragua è diventato una meta molto ricercata, tuttavia non esistono dati ufficiali sul numero di migranti accolti da Managua.

La maggior parte di coloro che se ne vanno sono in età lavorativa, creando ulteriori squilibri sociali in patria dove il governo cubano affronta una gravissima crisi economica caratterizzata dalla contrazione del Pil, diminuito tra l’1 e il 2% nel 2023, inflazione al 30% annuo, carenza di combustibili – dovuta al crollo degli invii da parte di alleati storici come Venezuela e Russia – e carenza di cibo che ha già portato al razionamento alimentare e alla richiesta di aiuti al Programma alimentare mondiale (Pam) dell’Onu.

Il governo di Cuba intanto ha approvato l’aumento del prezzo dei carburanti alla pompa e di altri servizi essenziali. A partire da oggi sull’isola la benzina costerà il 400% in più. Il ministero delle Finanze e dei Prezzi riferisce che gli aggiustamenti mirano a “rettificare un insieme di distorsioni presenti nell’economia”.

Le autorità hanno indicato infatti che gli adeguamenti sono necessari a causa dell’aumento globale dei prezzi dei carburanti e delle difficoltà per ottenerli. Disposto un aumento anche il prezzo della tariffa elettrica per i grandi consumatori e per i biglietti di trasporto di media e lunga percorrenza sia autobus che treni, mentre è stato rinviato per il momento dei prezzi del gas da cucina (in bombola).

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