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Da Pisa a Firenze gli studenti tornano in piazza per cessate il fuoco in Medioriente

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Ultimo aggiornamento 3 Marzo, 2024, 04:38:36 di Maurizio Barra

’Contro le bombe e le manganellate’. Ad una settimana dalle cariche di Pisa gli studenti di tutta Italia sono tornati in piazza per manifestare solidarietà e vicinanza al popolo palestinese. Questa volta, però, le voci dei ragazzi e delle ragazze hanno intonato anche cori e slogan contro quanto avvenuto venerdì scorso nel capoluogo toscano. Contemporaneamente, invece, Fratelli d’Italia ha sostenuto l’iniziativa di vicinanza agli agenti di polizia visitando alcune questure del Paese. Sette sono intanto i poliziotti che si sono auto-identificati come presenti in servizio in piazza lo scorso 23 febbraio a Pisa, informando quindi la procura che sta indagando sulle cariche della polizia al corteo studentesco pro Palestina. Già da lunedì potrebbe essere assegnata la delega alla squadra mobile per iniziare a interrogare i primi testimoni e altre persone informate sui fatti. Lo si apprende a Pisa.

Quattro ore in piazza a Pisa

Si è conclusa in piazza dei Cavalieri la manifestazione promossa a Pisa dal coordinamento degli studenti medi dopo le cariche della polizia a un corteo studentesco del 23 febbraio scorso. Oltre cinquemila persone hanno attraversato pacificamente il centro cittadino, in un clima di assoluta serenità. Nel corteo tantissimi ragazzi e tante famiglie: compresa una mamma con un cartello appuntato su un ombrello con la scritta: “Sono tutti mie figli”. Per oltre quattro ore i manifestanti hanno sfilato in centro storico scandendo slogan pro Palestina e contro Israele ed esponendo striscioni con le scritte “Pisa non ha paura” e “Pisa in piazza contro le bombe”. Sotto alla questura gli oltre cinquemila manifestanti hanno scandito anche lo slogan “dimissioni, dimissioni” all’indirizzo del questore. Raggiunta piazza dei Cavalieri, la stessa che voleva raggiungere il corteo del 23 febbraio prima di essere respinto dalla polizia, il corteo si è sciolto e i manifestanti si sono confusi alle tante persone a passeggio nelle vie dello shopping in un clima di generale tranquillità.

Firenze, raduno davanti al Consolato Usa

Terminato senza incidenti a Firenze il presidio davanti al consolato Usa organizzato da Si Cobas e collettivi studenteschi per chiedere il cessate il fuoco nella Striscia di Gaza. I manifestanti, circa un migliaio, si sono allontanati dalla zona della sede diplomatica statunitense e hanno iniziato a sfilare sui lungarni per poi raggiungere piazza Santo Spirito, dove si concluderà il corteo. La polizia ha controllato a distanza la manifestazione.

Gli studenti tornano in piazza, cortei anche a Pisa e Firenze

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A Milano circa 1.500 persone, si canta anche “Bella ciao”

Circa 1.500 le persone scese in strada a Milano per la manifestazione a sostegno di Gaza, indetta dall’Associazione Palestinesi d’Italia. Il corteo, partito intorno alle 15 da piazza San Babila e arrivato in piazza Duca d’Aosta passando per piazza della Repubblica, si è svolto senza particolari problemi di ordine pubblico, tra slogan e l’accensione di qualche fumogeno. Diversi i cori scanditi dalla folla che a un certo punto ha intonato anche “Bella Ciao”. In vista della manifestazione, agenti della Polizia di Stato e i militari dell’Arma dei Carabinieri sono stati impegnati dalla notte scorsa a tutela degli obiettivi sensibili posti lungo e nei pressi del percorso.

A Roma duemila in piazza, striscioni contro Meloni, Schlein e Segre

Al corteo, partito da Piazza Vittorio e diretto a Piazzale Tiburtino, hanno partecipato la Comunità palestinese in Italia, Cambiare Rotta, Unione Popolare, Rifondazione Comunista e alcune sigle anarchiche. Alla manifestazione alcune foto di Giorgia Meloni e Bibi Netanyahu coperte da impronte di mani rosse, ma anche di Elly Schlein e Matteo Salvini, accusati dai manifestanti di complicità in genocidio. Tra i manifestanti uno regge un cartellone che recita: “Liliana Segre io ti stimo ma non sento la tua voce sulle stragi a Gaza”. Alla partenza del corteo hanno cantato dal vivo gli “Assalti Frontali” mentre alcuni manifestanti hanno inscenato un flash mob con suoni di bombe e armi da fuoco.

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