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Dissidente venezuelano ucciso in Cile, i resti in una valigia

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Ultimo aggiornamento 3 Marzo, 2024, 22:52:03 di Maurizio Barra

L’opposizione venezuelana al
governo di Nicolas Maduro ha chiesto alle autorità del Cile di
punire i responsabili della morte dell’ex tenente dell’esercito
venezuelano Ronald Ojeda Moreno, il cui corpo senza vita è stato
ritrovato venerdì notte a Santiago a nove giorni dal rapimento
nella capitale cilena dove viveva come rifugiato politico.

   
“Chiediamo che lo Stato cileno approfondisca le indagini su
questo crimine riprovevole affinché autori materiali e
intellettuali siano identificati e puniti”, si legge in una nota
della Piattaforma Unitaria Democratica (Pud) su X. Per la Pud
l’omicidio è avvenuto infatti “in circostanze ancora da
chiarire”, ricordando che Ojeda “era rifugiato politico in Cile
a causa della persecuzione politica di cui era vittima nel suo
Paese”.

   
Il caso Ojeda ha suscitato sin dal principio molte polemiche
in Venezuela dove il partito anti-chavista Voluntad Popular (Vp)
ha collegato il caso alla politica dal momento che il nome di
Ojeda figurava nell’elenco diffuso a fine gennaio dal ministero
della Difesa venezuelano con i nomi di 33 soldati espulsi dalle
forze armate perché “coinvolti in cospirazioni” che includevano
l’assassinio di Maduro.

   
“Le autorità cilene devono chiarire se autorità o qualsiasi
gruppo di intelligence o controspionaggio del regime di Maduro
abbiano avuto qualche tipo di partecipazione a questo
abominevole crimine”, riferiva una nota di Vp.

   
Dal canto suo, dopo il ritrovamento del corpo del 32enne – i cui
resti si trovavano in una valigia sotterrata a 1,4 metri di
profondità sotto una spessa lastra di cemento – il procuratore
titolare del caso Hector Barros ha parlato di una “indagine
complessa, legata alla criminalità organizzata”, annunciando
l’individuazione di tre dei quattro sospettati.

   

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