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L'attacco degli Houthi, domani il voto per Aspides

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Ultimo aggiornamento 4 Marzo, 2024, 11:51:51 di Maurizio Barra

Domani sarà il giorno della verità per la nuova missione europea Aspides. Sullo sfondo del primo attacco all’Italia sferrato dai ribelli Houthi, il parlamento si prepara a votare la risoluzione che consentirà di dare finalmente il via all’operazione varata da Bruxelles ormai una settimana fa. I tempi stringono e le minacce dei ribelli yemeniti si moltiplicano di ora in ora. Questa volta nel mirino dei terroristi non ci sono soltanto le imbarcazioni americane o britanniche, ma anche quelle europee. “Nel Mar Rosso passa il 15% del commercio globale – le parole della premier, Giorgia Meloni – dobbiamo rimanere concentrati su un quadrante che è cruciale per i nostri interessi nazionali e commerciali”.

Proprio per questo il ministro della Difesa, Guido Crosetto, rilancia l’idea di una Difesa comune, per “far dialogare sistemi diversi per integrarli”. A preoccupare ora però sono i continui raid nel sud del Mar Rosso, in quella tratta su cui passano 6 miliardi di esportazioni italiane, come rilevato da Coldiretti. Una rotta sulla quale da mesi piovono razzi e droni lanciati dallo Yemen con l’obiettivo di colpire le nazioni che sostengono il governo di Israele: Stati Uniti e Gran Bretagna su tutti. Alla missione europea Atalanta, che da anni sorveglia l’area contro la pirateria somala e che da tre settimane è passata sotto il comando italiano, si aggiungerà a giorni Aspides, lo ‘scudo’ – come indica la parola greca – contro gli attacchi terroristici.

La base operativa sarà proprio sul Caio Duilio, il cacciatorpediniere della Marina Militare che ieri ha intercettato e abbattuto il drone Houthi. Al comando, invece, ci sarà il contrammiraglio Stefano Costantino, già a bordo del Duilio e pronto a guidare la flotta europea, anche questa già schierata nell’area. “Siamo pronti e addestrati per questo – spiega il comandante del Duilio, il capitano di vascello Andrea Quondamatteo -, portiamo con noi l’esperienza delle navi che ci hanno preceduto”. Il ruolo, tattico e strategico, dell’Italia nel Mar Rosso è rafforzato anche dall’incarico di comando che sarà assegnato al nostro Paese per la Combined Task Force 153, all’interno della quale opera la ‘Prosperity Guardian’, missione multinazionale rivolta proprio alla sicurezza della navigazione nel Mar Rosso e nel golfo di Ade, cioè – come ha detto lo stesso Crosetto in commissione Esteri e Difesa – “in quel tratto di mare oggi messo a rischio dagli Houthi”.

“Gli attacchi terroristici degli Houthi – ha ribadito oggi lo stesso ministro della Difesa – sono una grave violazione del diritto internazionale e un attentato alla sicurezza dei traffici marittimi da cui dipende la nostra economia”. Dal Canale di Suez, infatti, transitano percentuali importanti dei principali prodotti agroalimentari italiani, ma anche tabacchi e foraggere, come spiega Coldiretti. Ed è proprio in quell’area che operano i ribelli yemeniti che risparmiano, però, i mercantili che fanno riferimento a Cina o Russia. Oggi, a poche ore dall’inabissamento della nave Rubymar, di proprietà britannica, i combattenti hanno promesso che continueranno a prendere di mira e affondare le navi britanniche che transiteranno nel Golfo di Aden. Proprio lì dove, ieri, per la prima volta dalla Seconda Guerra Mondiale una nave militare italiana è tornata a sparare dai cannoni. 

 

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