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Regionali, campo largo solido in Abruzzo ma in Basilicata è rischio rottura

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Ultimo aggiornamento 4 Marzo, 2024, 23:06:44 di Maurizio Barra

Dopo la vittoria del campo largo (Pd e M5s) di Alessandra Todde in Sardegna (anche se non ancora ufficializzata, a causa del distacco assottigliatosi con il rivale Paolo Truzzu), centrodestra e centrosinistra cercano di ricompattarsi il più possibile in vista delle prossime elezioni regionali, dall’Abruzzo al Piemonte passando per Umbria e Basilicata. Ma equilibrismi nazionali e intoppi locali spesso rallentano l’obiettivo. Il prossimo voto è domenica 10 marzo in Abruzzo. E qui i candidati sono solo due: il governatore uscente Marco Marsilio per il centrodestra; e l’ex rettore dell’università di Teramo, Luciano D’Amico, che raccoglie attorno a sè per il campo progressista, un campo larghissimo che va dal Pd ad Azione e fino ai 5 Stelle

In Basilicata il Pd insiste su Chiorazzo

Ben più complicata la situazione in Basilicata. In vista delle elezioni regionali del 21 e 22 aprile, mentre il centrodestra ha ufficializzato la ricandidatura del governatore uscente, Vito Bardi (Forza Italia), nel centrosinistra continuano le trattative per la scelta dello sfidante. Il Pd lavora per tenere unito tutto il campo largo sul nome di Angelo Chiorazzo, imprenditore cattolico nel settore dell’accoglienza e della sanità che però finora non ha trovato il sostegno del Movimento cinque stelle. Malgrado ciò, sabato 2 marzo, nella direzione regionale dei dem, il segretario regionale, Giovanni Lettieri, ha confermato la valutazione positiva su Chiorazzo. Con un documento approvato dalla direzione, il Pd lucano della Basilicata ha confermato Chiorazzo «il miglior candidato possibile» della coalizione.

Il no del M5s

E lo stesso ex ministro della Sanità, il potentino Roberto Speranza, che si è subito tirato fuori dai giochi di una sua possibile candidatura, si è augurato che «nel campo progressista cadano veti e pregiudizi» su Chiorazzo, definito «un candidato molto forte». Nelle scorse, Chiorazzo era stato indicato come candidato governatore da Basilicata Casa Comune, un movimento politico nato proprio in vista delle regionali 2024. In seguito, il Pd lucano (nonostante alcuni malumori interni) aveva ufficializzato il sostegno all’imprenditore cattolico, “sgradito” invece ai Cinque stelle e ad altre forze politiche. le Malgrado sue posizioni pacifiste, dall’Ucraina al Medio Oriente, in linea con quelle della comunità di Sant’Egidio, per i grillini pesa il fatto che Chiorazzo, classe 1973, cattolico, e vicepresidente del Potenza Calcio, sia fondatore della cooperativa Auxilium, che gestisce, tra l’altro, l’assistenza domiciliare integrata per il sistema sanitario lucano. Il sospetto è di uno scarso interesse al rilancio della sanità pubblica. E pesa a suo sfavore nche l’amicizia con Gianni Letta.

Le candidature alternative

In una nota congiunta, i segretari regionali di Avs-Alleanza Verdi Sinistra, Psi, Basilicata Possibile e Azione hanno espresso un giudizio positivo su altri nomi posti sul tavolo della coalizione. Tra questi, quello del magistrato Alberto Iannuzzi, del manager della sanità Lorenzo Bochicchio e del presidente dell’Ordine dei medici di Potenza, Rocco Paternò. Iannuzzi intanto, il 2 marzo, ha ufficializzato il suo no alla candidatura «anche alla luce delle limitazioni introdotte dalla legge Cartabia».

I rischi di una spaccatura

Ma Chiorazzo è di fatto in campagna elettorale dallo scorso dicembre insieme alla rete di associazioni che lo sostiene. E il suo radicamento sul territorio è tale che anche se dal Nazareno dovessero cambiare idea e convergere su un altro nome gradito al M5s, l’imprenditore continuerebbe con ogni probabilità la sua corsa in solitaria, come ha fatto Renato Soru in Sardegna.

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