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Gratteri, canzoni neomelodiche usate per i messaggi ai clan

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Ultimo aggiornamento 5 Marzo, 2024, 21:57:00 di Maurizio Barra

“I giovani prima utilizzavano
Facebook, ora utilizzano Tik Tok per comunicare in modo mafioso
anche attraverso le canzoni neomelodiche o il rap, e per mandare
messaggi alle altre organizzazioni in contrasto tra loro”. E’
l’allarme lanciato dal procuratore di Napoli Nicola Gratteri
ospite della trasmissione radiofonica ‘Ping Pong’.

   
Rispondendo a una domanda sulla polemica innescata da Daniela
Di Maggio, la mamma di Giogiò, il musicista ucciso per futili
motivi a Napoli, sul premio conferito dal Comune al cantante
Geolier e non anche al figlio, il magistrato ha glissato: “Non
posso dare un giudizio, sono uno dei pochi che non ha visto
Sanremo per cui non posso dare una valutazione. Quanto alla
storia di Giogiò – ha concluso Gratteri – la procura è
impegnatissima per la morte di questo ragazzo solo perché
camminando ha pestato una scarpa. La mamma ha tutte le ragioni
del mondo per arrabbiarsi, per protestare e nessuno pensa possa
permettersi di criticarla”.

   
Sui suoi primi mesi alla guida della procura partenopea
Gratteri ha detto: “A Napoli sta andando molto bene, meglio del
previsto. Sto facendo tante cose belle, ma soprattutto ho creato
un clima e una sinergia tra polizia giudiziaria e magistrati.

   
Una procura che ancora può crescere, ha un grande potenziale, ci
vorrà un po’ di tempio per andare a regime”.

   

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