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Mar Rosso, ecco le regole d’ingaggio della missione Aspides su cui oggi votano le Camere

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Ultimo aggiornamento 5 Marzo, 2024, 11:07:20 di Maurizio Barra

Martedì 5 marzo è dunque la giornata decisiva: alle 9:30 la deliberazione del Cosniglio dei ministri sulle missioni giunge all’esame dell’aula di Montecitorio, preceduta dalle comunicazioni del Governo sulle missioni e gli impegni operativi internazionali da avviare nel 2024 (è atteso l’intervento in aula del ministro degli Affari esteri Antonio Tajani). Tajani replicherà alle 12:00 al Senato. Nell’Aula della Camera, dopo le comunicazioni di Tajani, saranno votate le risoluzioni sul tema, tra cui quella di maggioranza. Il Pd, che sta lavorando ad un suo documento, dovrebbe dare il via libera alle missioni ma non alle premesse della maggioranza.

Il voto sulla risoluzione

Tanto i deputati quanto i senatori saranno chiamati a votare una risoluzione del governo che consentirà di dare il via all’operazione europea nel Mar Rosso, varata da Bruxelles ormai una settimana fa. Senza il via libera delle Camere, la missione per l’Italia non può partire. È la legge 145/2016 a prevedere che la partecipazione italiana alle missioni internazionali venga autorizzata dal Parlamento.

L’iter previsto dalla legge

Per quanto riguarda l’avvio di nuove missioni – è questo il caso di “Aspides” e “Levante” – la procedura prevede in particolare un’apposita delibera del Consiglio dei ministri da adottarsi previa comunicazione al Presidente della Repubblica ed eventualmente convocando il Consiglio supremo di Difesa «ove se ne ravvisi la necessità». La deliberazione del Cdm, sancisce ancora la legge del 2016, deve essere comunicata alle Camere le quali tempestivamente la discutono e con appositi atti di indirizzo, secondo le norme dei rispettivi regolamenti, autorizzano la/le missione/i, eventualmente definendo impegni per il Governo, ovvero ne negano l’autorizzazione. Di qui la risoluzione che in queste ore sarà al volto di depuitati e senatori.

Le regole di ingaggio di Aspides

Nella delibera del Consiglio dei ministri sottoposta all’esame del parlamento si legge che «l’Operazione dell’Unione Europea EUNAVFOR ASPIDES intende contribuire alla salvaguardia della libera navigazione e alla protezione del naviglio mercantile in transito in un’area di Operazioni che include Mar Rosso, Golfo di Aden e Golfo Persico, con compiti eminentemente difensivi, estesi alla difesa del naviglio mercantile nella sola area prospiciente lo Yemen e nel Mar Rosso, in coerenza con la Convenzione delle Nazioni Unite sul Diritto del Mare e in stretto coordinamento con le altre iniziative multi-laterali presenti nella regione».

Il braccio di ferro sull’avverbio

L’attesa della vigilia è per un sostegno bipartisan alla risoluzione. L’obiettivo della maggioranza è ottenere il semaforo verde delle Camere nella giornata di oggi, preferibilmente con il sostegno delle opposizioni. Su questo fronte, il gruppo Alleanza Verdi e sinistra ha messo nel mirino l’avverbio “eminentemente”, ed è in pressing affinché venga sostituito con “esclusivamente”. «Proporremo in aula una modifica», ha anticipato Luana Zanella, capogruppo Avs alla Camera. «Riteniamo legittimo difendersi dagli attacchi nel Mar Rosso ma questa missione – ha sottolineato il deputato Marco Grimaldi, interpellato sulla posizione di Avs – rischia di aumentare il livello del conflitto soprattutto se si autorizzerà l’attacco alle basi nello Yemen. Siamo orientati a non autorizzare», la missione. Considerata la linea pacifista dei Cinque Stelle, non è escluso che anche M5s promuova un tentativo di contrasto.

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