Aggiornamenti, Cronaca, ECONOMIA, Notizie, Politica, tutte le regioni italiane: ultimissime notizie in tempo reale sempre aggiornate, Ultim'ora, VIDEO NOTIZIE

Al liceo Parini di Milano studenti divisi su fine occupazione

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 6 Marzo, 2024, 20:21:54 di Maurizio Barra



Sono in assemblea da questa mattina
gli studenti del liceo classico Parini di Milano, che da lunedì
stanno occupando l’istituto. Al centro del dibattito la
decisione se interrompere oggi l’occupazione su cui però ci
sarebbe una spaccatura. Infatti, come ha confermato anche il
preside Massimo Nunzio Barrella parlando con l’ANSA, gli
studenti sarebbero divisi tra chi vorrebbe continuare
l’occupazione, “una piccola minoranza”, e chi, “cioè la
maggioranza degli studenti in assemblea”, vorrebbe concludere e
lasciare la scuola questo pomeriggio.


   
“Vediamo come si risolverà questa impasse – ha detto il
preside -, sicuramente non posso lasciare due o tre ragazzi
nella scuola, per la loro sicurezza ma se accettano
l’espressione della maggioranza spero che seguano le
indicazioni. Altrimenti sarebbe una contraddizione e questo non
va bene. Non ci possono essere protagonismi ma va seguito quello
che decide la maggioranza”.


   
Il liceo Parini é occupato da lunedì mattina quando il preside
aveva usato parole forti, definendo l’occupazione “un atto
fascista” e lui stesso “un prigioniero politico”. Parole che
sono state criticate dal sindaco Giuseppe Sala che ieri le ha
definite fuori luogo. “Rispetto l’opinione del signor sindaco e
quella altrui come ho sempre fatto – ha replicato -, ma in quel
momento dovevo dare un messaggio forte anche per chi non aveva
la voce, cioè per la maggioranza degli studenti che volevano
entrare a scuola e per il collegio docenti, la cui maggioranza
voleva entrare, quindi ho preso il microfono e ho detto quelle
parole”.


   
“Sicuramente avrò esagerato in qualche espressione o usato
termini forti. Ma ancora lo ribadisco che un picchetto di
persone che impedisce ad una maggioranza di entrare a scuola,
per esercitare un diritto, questo si chiama atteggiamento anti
democratico – ha concluso -. E penso che la scuola su questo
punto debba essere chiara e non ci devono essere ambiguità.


   
Questo non significa vietare di manifestare perché eravamo
appena usciti da giorni di cogestione, dove non ho interferito
in alcun modo e i ragazzi hanno avuto la massima libertà”.


   



   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

source

La Tua opinione è importante! Vota questo articolo, grazie!
No votes yet.
Please wait...

Vuoi scrivere, commentare ed interagire? Sei nel posto giusto!

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.