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Dossieraggio, Meloni: gravissimo, e libertà di stampa non c’entra niente. Schlein: fare chiarezza

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Ultimo aggiornamento 6 Marzo, 2024, 07:54:15 di Maurizio Barra

«Ritengo gravissimo che in Italia ci siano dei funzionari dello Stato che hanno passato il loro tempo a violare la legge facendo verifiche su cittadini, comuni e non, a loro piacimento per poi passare queste informazioni alla stampa, ed in particolare ad alcuni esponenti della stampa. Utilizzare così le banche dati pubbliche non c’entra niente con la libertà di stampa». Così la premier Giorgia Meloni, a margine dell’evento elettorale alla Confcommercio di Teramo a sostegno di Marco Marsilio presidente.

Inchiesta Perugia, Schlein: scandalo, fare chiarezza

La «schedatura illegittima di centinaia di persone», con «800 accessi illegittimi» è di «una gravità inaudita». Anche la segretaria del Pd Elly Schlein non usa mezzi termini per bollare l’inchiesta della procura di Perugia sugli ingressi informatici alle banche dati della Procura nazionale antimafia come uno «scandalo». E, ospite di Bruno Vespa, chiede di fare «estrema chiarezza» per «evitare che fatti del genere possano accadere ancora».

Effetto Sardegna? Meloni: «Ancora non sappiamo come è finita»

La tappa elettorale della premier in Abruzzo è anche l’occasione per fare il punto sull’ultimo risultato elettorale. «Effetto Sardegna? Lo dobbiamo ancora vedere perché non abbiano visto come è andata a finire. Ma sono molto ottimista per l’Abruzzo», dice Meloni. Quando chiedono alla premier un commento sulle affermazioni del campo largo sicuro di vincere, lei risponde: «Contenti per loro. Non mi piace parlare degli altri, in campagna elettorale mi piace parlare di quello che si è fatto e penso che il lavoro di Marsilio in questi cinque anni sia ben dimostrato. È una Regione che in un periodo di difficoltà ha resistito ala grande, con gente che non chiede assistenza o regali».

Risultati economici mi hanno dato maggiore soddisfazione

«I risultati economici in questo anno di governo sono stati quelli che mi hanno dato maggiore soddisfazione: abbiamo dimostrato che alcune cose stanno andando esattamente come dicevamo che sarebbero andate se si fosse operato in un’altra maniera». Il Piano di ripresa e resilienza è un risultato di cui Meloni di dice «orgogliosa perché ricordo quando si diceva che i soldi sarebbero andati persi e che se si fosse dovuto rinegoziare il Pnrr avremmo perso tutte le risorse».

Fatto lavoro incredibile sui fondi Ue, spendere fino all’ultimo euro

«Noi abbiamo fatto sui fondi di coesione un lavoro lungo e incredibile». Lo ha rivendicato la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso del suo intervento a un evento elettorale alla Camera di commercio di Teramo. «Quando siamo arrivati al Governo abbiamo scoperto che dei fondi di coesione, che sono per antonomasia quelli che servono a combattere le disparità tra i territori, sulla vecchia programmazione 2014-2021 di 126 miliardi di fondi disponibili ne erano stati spesi, se non vado errata, 47. Non è che in Italia navighiamo nel denaro quindi forse non ci possiamo permettere di non spendere 70 miliardi di euro che vengono distribuiti per combattere le disparità tra i territori. Quindi abbiamo riorganizzato i fondi di coesione, abbiamo istituito gli accordi di coesione», con «priorità condivise dal Governo nazionale», concentrando «le risorse su ciò che è davvero più importante. Poteri sostitutivi, accelerazioni, definanziamento quando le cose non vanno: i soldi devono arrivare a terra fino all’ultimo euro», ha intimato la premier.

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