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Uccise il padre malato e violento, condannato a 12 anni

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Ultimo aggiornamento 7 Marzo, 2024, 15:57:59 di Maurizio Barra

Ferì il padre mortalmente, perché la malattia da cui era afflitto lo aveva reso ingestibile, aggressivo e anche violento verso la madre. Per questa ragione un uomo di 46 anni, Raffaele Sergi, è stato condannato, a Torino, a 12 anni di carcere.

L’imputato spiegò di avere agito in un momento di “black out mentale” e la Corte d’assise, oltre ad applicare le attenuanti generiche nella massima estensione, ne ha riconosciuto lo stato di seminfermità al momento del fatto. Sergi aveva colpito con delle martellate il padre, Enrico, 71 anni, il 29 aprile del 2023; l’uomo morì il 2 luglio successivo. 

 Gli avvocati difensori, Roberta Rossetti e Fulvio Violo, in aula hanno definito l’omicidio ‘l’epilogo di una tragedia annunciata’, sottolineando che l’imputato soffriva da tempo di ansia e depressione quando “deflagrò come una bomba la malattia del padre”, una gravissima neuropatologia degenerativa.
“La moglie – hanno detto – lo accudiva 24 ore al giorno nonostante fosse diventato aggressivo e violento. Era disperata, ma non voleva rivolgersi ai servizi sociali e nemmeno assumere una badante. Il figlio, che lavorava, dava una mano come poteva, ma non bastava”.

Raffaele vibrò le martellate al padre nel cortile del condominio dove abitava. “Ricordo solo di avere pensato a mia madre – ha raccontato l’imputato – e di avere provato pietà”. La Corte ha disposto, a pena detentiva espiata, tre anni di libertà vigilata con l’obbligo di seguire una terapia. 

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