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8 marzo: avvocati d'impresa, parità numerica raggiunta

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 8 Marzo, 2024, 13:39:32 di Maurizio Barra

Nel 1985 le donne avvocato in
Italia erano 3.450, pari al 9,3% del totale. Nel 2022, il loro
numero ha toccato quota 111.415, cioè il 49,4 % del totale, dato
in aumento dell’1,7% rispetto all’anno precedente. Il 57,9%
degli avvocati under 35 è donna, così come il 55,6% nella fascia
di età 35-44 anni. Sono i dati forniti dall’Associazione
italiana avvocati d’impresa in occasione dell’8 marzo.

   
“Dopo l’emergenza Covid – spiega Antonello Martinez,
presidente dell’associazione – è ripresa la corsa in avanti
delle avvocatesse che sono state più colpite dall’impatto
dell’emergenza pandemica. Nel 2022 sono aumentate di oltre 3.800
unità dopo lo stop del 2021. Solo nel Sud Italia siamo quattro
punti sotto il 50%”.

   
Il sorpasso – sottolinea l’associazione – è già avvenuto da
tempo al Nord, dove nel 2022 le donne avvocato sono il 51,4% del
totale. Al primo posto troviamo l’Emilia-Romagna e al secondo il
Piemonte rispettivamente con il 54,9 e il 54,5%; al Centro, dove
la componente femminile rappresenta il 50,1%, si segnalano
tuttavia regioni “rosa” come Umbria (54,3%) e Toscana (53,8%).

   
La regione meridionale con più avvocatesse è la Calabria
(49,2%). La regione con meno professioniste in assoluto è la
Campania (43,2%). Gli Ordini con la presenza femminile più
elevata sono quelli di Busto Arsizio (61,5%), Rieti (59,3%),
Lecco (57,4%) e Monza (57,0%) mentre, a livello di Distretto, la
maglia rosa spetta a Bologna che, con il 52,6%, precede Brescia
(52,5%) e Perugia (52,2%).

   
La Valle d’Aosta è la regione nella quale le donne avvocato
hanno il reddito medio più elevato (43.703 euro), seguita dalla
Lombardia (43.232 euro). Calabria (13.413 euro), Basilicata
(15.129 euro) e Molise (15.556 euro) sono invece quelle dove il
reddito medio delle professioniste è più basso.

   
“I dati della Cassa Forense – spiega Antonello Martinez –
evidenziano ancora in tutte le regioni un divario di genere, in
termini di retribuzione, abbastanza netto fra uomini e donne.

   
Siamo tutti chiamati a cambiare mentalità con i fatti su questo
aspetto”.

   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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