Ultimo aggiornamento 9 Marzo, 2024, 02:58:35 di Maurizio Barra
Un corteo “contro la violenza
patriarcale e contro il genocidio dello stato sionista in
Palestina”. E’ con questi slogan che oggi a Napoli la “marea
trasfemminista” ha attraversato la città.
“La sollevazione globale delle donne e delle soggettività
trans e queer non si ferma e, sempre di più, segna e travolge
tutte le lotte esistenti – hanno sottolineato gli organizzatori
-. Oggi ci vogliamo riappropriare di ogni spazio che
quotidianamente ci viene sottratto: nelle città in nome di una
presunta sicurezza, nei luoghi che reprimono e dove ci vengono
negati i diritti fondamentali. Siamo in piazza per gridare
Palestina libera e la fine del genocidio sionista”.
“Scioperiamo contro lo Stato sionista di Israele che da più
di 75 anni opprime, stupra, violenta e uccide il popolo
palestinese. Scioperiamo – hanno detto ancora – contro la
strumentalizzazione che subiamo in quanto donne e persone non
binarie e trans, per legittimare il massacro, il colonialismo e
il genocidio del popolo palestinese. Scioperiamo contro il
silenzio e l’islamofobia, contro tutti i governi fascisti e
tutti i colonialismi. Scioperiamo contro la violenza maschile e
di genere e qualsiasi forma di violenza: fisica, psicologica,
economica e siamo qui per esprimere la nostra rabbia contro il
quotidiano ripetersi degli stupri, dei femminicidi e transcidi
che vengono ormai trattati come qualcosa di ordinario e sempre,
irrimediabilmente, come una nostra colpa. Scioperiamo dai generi
e dall’invisibilizzazione della violenza contro le persone
queer, che si traduce oltre che in aggressioni verbali e fisiche
anche nella quotidiana difficoltà di accedere ai luoghi di
lavoro, nella patologizzazione medicalizzata e psichiatrica di
chi intraprende percorsi di transizione. Scioperiamo contro
questo governo fascista che taglia i fondi all’istruzione, e
alla salute pubblica per investirli nelle spese militari, che
appoggia i governi fascisti e colonialisti e che risponde con la
repressione e con la violenza da parte delle forze dell’ordine
in piazza che manganella e arresta chi manifesta e si oppone al
genocidio in Palestina”.
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