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Annullato sequestro cellulari a carico di 2 detenuti a Rossano

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 9 Marzo, 2024, 14:53:42 di Maurizio Barra

Il Tribunale del riesame ha
annullato il sequestro di cellulari e altri oggetti elettronici
a carico di due detenuti nel carcere di Rossano effettuato il 7
febbraio scorso. In quella occasione, la Polizia penitenziaria
sequestrò numerosi cellulari a carico di un centinaio di
detenuti, molti dei quali ristretti nei reparti di alta
sicurezza. Il sequestro è stato poi convalidato per tutti tranne
che per M.G. e P.G., entrambi difesi dall’ avvocato Mario
Alberelli del Foro di Cosenza.

   
“Sono particolarmente soddisfatto – afferma il legale in una
nota – non solo perché è stato annullato il sequestro nei
confronti dei miei assistititi, ma anche perché il Tribunale del
Riesame, in una composizione così altamente qualificata, ha
accolto tutti i motivi di ricorso che ho suggerito”.

   
Il Collegio, accogliendo l’istanza dell’avvocato Alberelli,
ha ritenuto illegittimo il sequestro e la successiva convalida,
per erronea attribuzione agli indagati dei beni oggetto di
sequestro. Secondo quanto riferito dal legale non è stato dato
l’avviso ai detenuti di nominare un difensore dal momento che il
sequestro è stato fatto il 6 febbraio ma solo il giorno
successivo i detenuti sono stati avvisati che potevano farsi
assistere da un difensore. Il legale ha anche sottolineato la
differenza tra il decreto della Procura, dove si afferma che i
cellulari erano “detenuti nelle camere di pernottamento”, ed il
verbale di sequestro della Polizia penitenziaria dove invece si
dice che i “cellulari erano nell’areatore metallico del bagno
delle camere”. Luogo, ha evidenziato il legale, dove i cellulari
potrebbero essere stati messi da chiunque.

   
Ogni smartphone rinvenuto in carcere, sostiene l’avvocato
Alberelli, è sicuramente un indizio di reato, ma è mancato il
legame tra i due detenuti del reparto di alta sicurezza ed il
materiale elettronico che potrebbe aver lasciato chiunque.

   
I telefoni, ovviamente, costituendo comunque un reato, sono
rimasti a disposizione della Procura di Castrovillari.

   

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