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Ultimo aggiornamento 9 Marzo, 2024, 19:46:54 di Maurizio Barra
Una meta alla volta, l’Italia del rugby sta diventando qualcosa di bello. Una squadra che non sa solo difendere contro avversari più forti e blasonati, ma che con la palla in mano ha imparato a fare male. La vittoria di oggi all’Olimpico (la prima casalinga dopo 11 anni di astinenza) sulla Scozia per 31-29, con un finale di partita per cuori fortissimi, ne è la conferma. Il Sei Nazioni 2024, se non è il miglior torneo di sempre nella storia dell’Italrugby, poco ci manca. Dopo la sconfitta di misura con l’Inghilterra e lo storico pareggio, con rimpianti, in Francia, gli azzurri hanno fatto finalmente bottino pieno.
Contro gli Highlanders era il terzo scontro in 12 mesi: dopo aver perso a tempo scaduto sia nel Sei Nazioni 2023 sia nel test match di luglio prima della Coppa del Mondo in Francia, gli azzurri bramavano fortemente il nono successo di sempre sulla squadra (tra quelle partecipanti al torneo) con cui l’Italia ha avuto più spesso la meglio. La vittoria su di loro mancava dal 2015 (all’Olimpico addirittura dal 2012), oggi quella maledizione è stata spezzata. Il ct Gonzalo Quesada, che in terza linea recuperava Negri, lancia dal primo minuto il debuttante Louis Lynagh, figlio dell’australiano Michael, campione del mondo nel 1991. Il suo rivale (privo di Tuipulotu, infortunato) conferma invece dodici quindicesimi della formazione vittoriosa sull’Inghilterra.
Caricati dall’Inno di Mameli eseguito dalla Banda dell’Esercito e da un’Olimpico senza più un seggiolino libero, Lamaro e compagni sbloccano il risultato con la punizione di Garbisi dopo appena un minuto; tuttavia la Scozia nei successivi 11′ mette a segno due mete con Fagerson e Steyn, entrambe trasformate da Russell, il cui piede sarà una croce per l’Italia durante tutta la partita. L’Italia non rinuncia a giocare e a far vedere quell’atteggiamento propositivo che tanto piace ai tifosi: Garbisi e Brex accorciano le distanze, prima che il piazzato di Russell e la meta di Schoeman ricordino all’Italrugby il potenziale scozzese e la costringano ancora a inseguire.
La meta annullata a Horne a inizio ripresa galvanizza gli azzurri: prima il giovane Lynagh segna i suoi primi cinque punti in Nazionale, poi Varney lo imita ispirato da una grande azione di Vintcent. Dieci punti a cui si sommano i tre della trasformazione di Garbisi: l’Italia a metà secondo tempo è sopra 28-22, e appare più solida anche in difesa. Quesada intanto ha sparigliato le carte con cinque cambi, tra cui il rientrante Lorenzo Cannone, infortunatosi a febbraio contro l’Inghilterra. L’ultimo quarto d’ora è da pelle d’oca, con gli azzurri che lottano con le unghie e con i denti e la Scozia, avvelenata, che grazie a Skinner e Russell si porta due punti sotto (31-29). Tuttavia la diga azzurra tiene, e a fine gara il capitano, Michele Lamaro, può sorridere: “Stiamo crescendo, venivamo dalle ottime partite con Inghilterra e Francia – esordisce a Sky Sport -. Altre volte saremmo calati nella prestazione, ma oggi no: siamo cresciuti fino alla fine, con compostezza e precisione. E’ stata una partita incredibile”. Lamaro fa i complimenti a tutti, e ricorda che c’è ancora il Galles (“Partita fondamentale”) da affrontare “per chiudere il Sei Nazioni nel migliore dei modi”. Oggi la Scozia è stata “anche un po’ fortunata nei primi 20 minuti”, aggiunge, “noi avremmo dovuto mettere più pressione, ma a inizio ripresa ci siamo resi conto che facendo le cose fatte bene avremmo potuto vincere”. E così è stato.
VideoRugby Italia Scozia, tifosi con cornamuse e kilt allo stadio Olimpico
Lamaro: ‘Dalla premier Meloni parole di grande ispirazione’
La presenza di Giorgia Meloni all’Olimpico per Italia-Scozia? Avere la presidente del Consiglio con noi è stato un gesto bellissimo e apprezzato. Le parole che ci ha detto nello spogliatoio sono state di grande ispirazione. Averla allo stadio è un messaggio forte, sono sicuro che si è divertita anche lei”. Così Michele Lamaro, capitano della Nazionale italiana di rugby, in conferenza stampa dopo il successo sulla Scozia. Adesso gli azzurri si preparano all’ultima sfida del Sei Nazioni 2024, con l’obiettivo di evitare il cucchiaio di legno: “L’ultima cosa che vogliamo è arrivare ultimi un’altra volta. Andremo in Galles per battaglia, già da domani inizieremo a pensare alla prossima partita”, promette Lamaro. Il capitano aveva 14 anni all’epoca del Sei Nazioni 2013, quando l’Italia ottenne la sua ultima vittoria casalinga. “Il nostro carattere arriva dalla difesa, per come mettiamo sotto pressione l’avversario. E’ stata incredibile la lucidità con cui abbiamo difeso”.
Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!
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