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La musica punk e i gatti: chi era Marika, uccisa da un treno a 21 anni

Tempo di lettura: 3 minuti

Ultimo aggiornamento 9 Marzo, 2024, 02:44:36 di Maurizio Barra

Dopo avere scavalcato un muretto alto non più di un metro e ottanta, si sarebbe sdraiata sui binari, aspettando la fine. Alle 7.44, è arrivato il treno che l’ha uccisa. Così è morta Marika Guerra, 21 anni appena. Sotto un bimodale di colore rosso della Valle d’Aosta diretto a Torino, che l’ha centrata in pieno in via Consolata, a Settimo Torinese. Il macchinista ha visto una sagoma, era proprio quella della giovane Marika, ma non ha fatto in tempo a frenare e il convoglio ha investito la ragazza, uccidendola. Il treno si è fermato, i passeggeri sono stati fatti scendere in fretta e furia e il corpo dilaniato della 21enne è stato subito coperto da un telo. «Non sono riuscito a fermarmi», le parole del macchinista, ancora sotto shock, agli investigatori.

E mentre sul posto intervenivano i carabinieri della tenenza di Settimo, la polizia locale e la polizia ferroviaria di Chivasso, ci si interrogava sul perché di questa orribile tragedia. Perché Marika, che aveva solo 21 anni, si è sdraiata sui binari aspettando il treno che poi l’avrebbe uccisa? Lo ha fatto di proposito? La sua casa dista tre chilometri dal luogo dove Marika ha scelto di morire. Una palazzina di tre piani vicino al Lago Blu, a pochi metri dalla strada provinciale Padana Superiore. Al suono del campanello, però, non risponde nessuno. Una vicina rincasa: «Sì, prima qui c’erano i carabinieri. Davvero è Marika la ragazza morta? Non lo sapevo, ma quando i militari sono arrivati alla sua porta l’avevo intuito. Se la conoscevo? No, la vedevo pochissimo. Qui vive la sorella».

Spetterà alla Procura di Ivrea indagare su quanto accaduto, mentre oggi i carabinieri interrogavano i familiari della giovane. Che a quanto si apprende, dopo gli studi a scuola frequentava l’università. Per ricostruire la tragedia, sarebbe stato utile il cellulare di Marika, che però con ogni probabilità è andato in pezzi sui binari quando la 21enne è stata uccisa. Indizi social? Difficile trovarli. Il profilo Instagram di Marika Guerra non cela particolari messaggi che potrebbero indurre a sospettare un suicidio. Marika amava la musica punk, in particolare i britannici The Cure e i tedeschi Pisse. E nelle “storie” di Instagram compare anche il suo gatto. L’autopsia farà però luce su alcuni punti ancora da chiarire, ad esempio se Marika prima di compiere il folle gesto avesse assunto o meno stupefacenti (in quel caso bisognerà aspettare il tossicologico). 

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