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Messa dell'arcivescovo Maffeis nella piazza di Pierantonio

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 9 Marzo, 2024, 19:30:35 di Maurizio Barra

In occasione del primo
anniversario del terremoto in alta Umbria, l’arcivescovo di
Perugia Ivan Maffeis ha celebrato una messa, nel pomeriggio del
9 marzo, nella piazza principale di Pierantonio, uno dei centri
abitati maggiormente colpiti.

   
“Siamo qui – ha detto, fra l’altro, l’arcivescovo – ad
affermare la volontà di tornare ad abitare questi nostri paesi,
di riaprire le case e le attività”. “A distanza di un anno,
ringraziamo quanti – spesso nel silenzio – si sono spesi per
alleviare le sofferenze e i disagi di chi è stato colpito dal
sisma, curando anche il rapporto con le istituzioni per non
essere dimenticati. Non smettiamo di fare – e di farla insieme –
la nostra parte per sostenere un processo di futuro: stando
vicino alle persone, innanzitutto, perché nessuno si senta
abbandonato; portando avanti le iniziative che ci aiutano a
riconoscerci comunità – e la giornata odierna è senz’altro tra
queste – e lavorando per la ricostruzione. Nei prossimi mesi
cercheremo di riaprire un paio di chiese. Ci sostiene la fiducia
nelle parole che nel Vangelo odierno Gesù rivolge a Nicodemo:
‘Dio ha tanto amato il mondo’. Davanti a quello che accade, a
noi spesso viene più facile fermarci a denigrare e a scuotere
sconsolati la testa. Dio, invece, ama questo mondo, con la fame
e la sete di vita che ci portiamo dentro; lo ama nonostante gli
errori, i ritardi, le crisi, le cadute e le ansie che ci
accompagnano. Non ascoltare, allora, le voci che ti incutono
paura e scoraggiamento, perché queste voci non vengono da Dio.

   
Se torniamo a fidarci, ogni giorno possiamo rinascere alla
speranza, alla voglia di custodire e coltivare la nostra
preziosità e quella delle persone che la vita ci ha messo
accanto. Questa fede ci aiuti a riconoscerci comunità unita
nella sofferenza e anche nella speranza; ci aiuti ad amare la
vita, a coglierne la bellezza, a saperla impegnare e spendere
nel servizio reciproco”.

   

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