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Processo Grillo Jr, le femministe 'siamo tutte parti lese'

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 9 Marzo, 2024, 03:49:53 di Maurizio Barra

Una mobilitazione per l’8
marzo con una forte connottazione: esprimere solidarietà nei
confronti delle due ragazze che si sono trovate a deporre nel
processo a Tempio Pausania dove sono imputati per stupro di
gruppo Ciro Grillo e tre suoi amici genovesi, Edoardo Capitta,
Vittorio Lauria e Francesco Corsiglia. Le associazioni
femministe del nord Sardegna hanno deciso di scendere in piazza
a Tempio e di raggiungere in corteo le vicinanze del palazzo di
giustizia, dove ieri e oggi si sono svolte altre due udienze del
processo, per celebrare la Giornata internazionale della donna.

   
La forza degli slogan sta tutta negli striscioni: “Il sesso
senza consenso è stupro”, “La vittimizzazione secondaria è
violenza”. Poi la dichirazione condivisa:”Siamo tutte parti
lese”. Maria Francesca Fantato di Noi donne 2005 spiega:”Siamo
ancora costrette ad occuparci della violenza sulle donne, ci è
sembrato importante scegliere Tempio per la manifestazione di
oggi”. Patrizia Desole di Prospettiva Donna sottolinea che la
studentessa italo norvegese, presunta vittima della violenza
contestata ai quattro imputati, “è diventata l’emblema di tutte
le donne che hanno il coraggio di denunciare la violenza
patriarcale”.

   
Nel mirino l’eco mediatica del processo, soprattutto quando
si è trattato di raccontare il fuoco di fila del contraddittorio
tra la studentessa e gli avvocati della difesa. “I processi –
spiega Rita Nonnis del Coordinamento 3 Donne di Sardegna – non
sempre garantiscono il rispetto e la dignità di chi denuncia,
tanto che la Corte Europea più di una volta ha richiamato
l’Italia. L’equo processo rappresenta la garanzia istituzionale
alla violenza nei confronti delle donne e alla lotta della
disuguaglianza di genere”.
Per il pool della difesa, tutto si sta svolgendo nel rispetto
della presunzione d’innocenza: “Il processo penale è sofferenza
per tutti, persone offese e imputati. Non credo che in questa
sede sia mai successo nulla che non fosse strettamente
necessario all’accertamento dei fatti, con la massima attenzione
alle persone”, chiarisce l’avvocato Mariano Mameli.

   

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