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Abruzzo: urne aperte, si vota fino alle 23. Poi spoglio, exit poll e proiezioni

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Ultimo aggiornamento 10 Marzo, 2024, 16:53:01 di Maurizio Barra

Urne aperte dalle ore 7 in Abruzzo per l’elezione del presidente della Regione e per il rinnovo del Consiglio regionale. Si vota fino alle 23. A seguire, si legge sul sito della Regione Abruzzo, ci sarà lo spoglio delle schede. Importante sarà il dato dell’affluenza che nella scorsa tornata (febbraio 2019) fu del 53,1%.

Exit poll e proiezioni

A fornire exit poll e proiezioni sarà solo Noto sondaggi, in esclusiva per l’emittente televisiva regionale Rete8. Un primo exit poll è previsto alla chiusura dei seggi alle 23 e un secondo prima di mezzanotte. A mezzanotte la prima proiezione. E a seguire le altre, in attesa del completamento dello spoglio il cui aggiornamento sarà consultabile, oltre che sul sito Eligendo del Viminale, anche sul nostro sito.

Sistema elettorale senza voto disgiunto

Il sistema elettorale è leggermente diverso rispetto a quello della Sardegna perché manca il voto disgiunto: sarà considerata nulla, la scheda con il voto espresso per un candidato presidente e per una lista diversa da quelle a lui collegate. L’Abruzzo è diviso in 4 circoscrizioni, che coincidono con le province (Teramo, L’Aquila, Chieti e Pescara) ed è possibile esprimere la propria preferenza solo per i candidati consiglieri presenti nella lista della circoscrizione di residenza. Se si vota solo un candidato Presidente, il voto non si estende alle liste ad esso collegate. Si può anche votare una lista e in questo caso il voto si estende anche al candidato Presidente ad essa collegato. Così come si può votare un candidato Presidente e una delle liste collegate. Diventa presidente della Regione il candidato alla carica di presidente che ottiene il maggior numero di voti validi

I candidati in corsa

I candidati sono due: il governatore uscente  Marco Marsilio per il centrodestra; e l’ex rettore dell’università di Teramo, Luciano D’Amico per il campo progressista. Marsilio, fedelissimo di Giorgia Meloni, nel 2019 ottenne il 48% dei consensi diventando il primo presidente di regione di Fratelli d’Italia. Nonostante le sue origini abruzzesi, da più parti viene criticato per essere un romano “in trasferta” in Abruzzo per scelta del partito.
D’Amico è alla guida del cosiddetto “Patto per l’Abruzzo”, campo larghissimo che va dal Pd ad Azione e fino ai 5 Stelle. Abruzzese «per origine e scelta», come recita la biografia sul suo sito web, è stato rettore dell’università di Teramo e presidente della Tua, la società di trasporto pubblico regionale. Se Salvini si è detto “assolutamente ottimista” sulla vittoria del centrodestra, il centrosinistra spera in un effetto domino dopo la vittoria di Todde in Sardegna.

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