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Appalti e incarichi a UniTrento, chiesti 17 anni per 9 imputati

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Ultimo aggiornamento 11 Marzo, 2024, 21:34:36 di Maurizio Barra

Sono più di 17 gli anni di
reclusione complessivi richiesti dalla Procura della Repubblica
di Trento per i nove imputati nell’ambito del procedimento
scaturito dall’indagine della Guardia di finanza per “appalti
spezzatino” e doppio lavoro che ha interessato docenti e
personale amministrativo del Dipartimento di ingegneria civile
ambientale e meccanica (Dicam) dell’Università di Trento e
alcuni liberi professionisti. I fatti sono antecedenti al 2018
e, secondo l’accusa, comprendono bandi pilotati, scambi di
favori tra privati e dipendenti dell’ateneo, esercizio di altre
professioni di professori a contratto, utilizzo per fini privati
di laboratori pubblici e di dottorandi.

   
I capi di imputazione presentati nel corso dell’udienza,
tenutasi davanti ai giudici Marco Tamburrino, Alessandra
Tolettini e Gianmarco Giua, sono complessivamente 24, riferiti
ai reati di abuso d’ufficio, turbativa d’asta, falso in atto
pubblico e peculato.

   
Gli imputati sono Mosé Ricci (per il quale l’accusa ha
chiesto 4 anni e 2 mesi di reclusione), Rinaldo Maffei
(richiesti 3 anni e sei mesi), Giorgio Cacciaguerra (richiesti 3
anni e 8 mesi), Claudia Battaino (richiesti 3 anni e 5 mesi),
Mark Sonego (richiesto un anno e 1.500 euro), Giuseppe Scaglione
(richiesti un anno e due mesi) Alberto Birindelli, Luca Zecchin
ed Ermelinda Cosenza (richiesti un anno e mille euro).

   

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