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Greenpeace, 'terre indigene brasiliane ancora troppo colpite'

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Ultimo aggiornamento 11 Marzo, 2024, 20:44:51 di Maurizio Barra

Uno studio realizzato da
Greenpeace Brasil rivela che l’estrazione mineraria illegale ha
devastato, solo nel 2023, un’area di 1.410 ettari nelle riserve
indigene del Paese sudamericano. Secondo l’ong, il volume
corrisponderebbe a quattro campi da calcio al giorno.

   
La situazione più allarmante si riscontra nella Terra
indigena Kayapó, nello Stato amazzonico di Pará, che ha perso
1.019 ettari. Segue la Terra indigena Munduruku, anch’essa nel
Pará, con 15 villaggi assediati dall’attività esplorativa. Nel
territorio Yanomami, infine, si registrano 238 ettari distrutti,
nonostante l’intensa azione contro i ‘garimpeiros’ (estrattori
illegali) avviata dal governo Lula da gennaio 2023.

   
“Abbiamo letto e sentito molto sugli sforzi del governo per
combattere l’estrazione mineraria illegale nella terra indigena
Yanomami, tuttavia dobbiamo ricordare che i territori dei popoli
Kayapó e Munduruku sono stati gravemente danneggiati ed è
necessario rafforzare le operazioni e le ispezioni anche lì”, ha
detto il portavoce di Greenpeace Brasil, Jorge Eduardo Dantas.

   
“La volontà politica da sola non è sufficiente”, ha aggiunto.

   

   

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