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Msf chiede di riprendere le sue attività nella selva del Darien

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Ultimo aggiornamento 11 Marzo, 2024, 18:37:46 di Maurizio Barra

Medici senza frontiere (Msf),
costretta a sospendere le proprie attività nella selva del
Darien – una delle rotte migratorie più pericolose al mondo, al
confine tra Panama e la Colombia – esprime “estrema
preoccupazione” e “chiede di riprendere il suo lavoro il prima
possibile”, data anche la previsione di un aumento dei flussi.

   
L’ordine di sospensione delle autorità panamensi, motivato
dall’assenza di un accordo di collaborazione col ministero della
Sanità era arrivato la settimana passata, ricorda
l’organizzazione in una nota, spiegando che “in realtà è
dall’ottobre scorso che Msf sta cercando di rinnovare l’intesa
senza risultati”.

   
Ogni mese – si legge nel comunicato – in media, “le nostre
équipe forniscono assistenza medica e alla salute mentale a
quasi 5mila
persone”. Nel 2023, 676 migranti hanno “ricevuto cure mediche
dopo aver subito violenze sessuali lunga la rotta migratoria e,
solo a gennaio, Msf ha registrato altri 120 casi di abusi”.

   
L’organizzazione ha “nuovamente denunciato l’aumento di
attacchi brutali e violenze sessuali nel Darien a febbraio,
quando i suoi team hanno curato in una sola settimana 113
persone, tra cui nove bambini” aggrediti sessualmente da gruppi
criminali.

   
Secondo i dati ufficiali di Panama, sono 80mila i migranti
che hanno affrontato la giungla del Darien nei primi mesi
dell’anno, per la maggior parte diretti negli Usa, con numeri in
crescita rispetto al 2023.

   

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