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Nel 2022 in Trentino 35 aggressioni a personale sanitario e oss

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 11 Marzo, 2024, 17:50:09 di Maurizio Barra

Sono state 35 le aggressioni a
personale sanitario e socio assistenziale nel 2022 in Trentino.

   
La maggior parte delle volte hanno riguardato donne, 27 casi. I
dati sono stati resi disponibili da Inail e diffusi dalla Fp
Cgil del Trentino in occasione della Giornata mondiale contro le
aggressioni agli operatori socio sanitari. C’è inoltre un altro
fronte che non emerge dalle statistiche: si tratta delle
aggressioni da parte degli utenti stessi nei confronti del
personale sanitario, non sanitario o ausiliario che li assiste.

   
In qualche struttura del territorio – sottolinea il sindacato –
le aggressioni utenti sono passate da numeri trascurabili a
superare la dozzina in un anno, di cui la maggior parte a danno
di donne.

   
Fp Cgil chiede ad Apss e alla Giunta provinciale di “mettere
in campo tutte le misure necessarie per evitare che questo
fenomeno si estenda ulteriormente, ascoltando il personale e
confrontandosi col sindacato ed investendo maggiormente sulla
sicurezza: mai vorremmo assistere di nuovo ad una tragedia come
quella di Barbara Capovani a Pisa lo scorso anno”.

   
Per il sindacato, “quando si parla di sicurezza e di
contrasto alle aggressioni, non si può non parlare ancora una
volta di carenza di personale e della necessità e urgenza di
implementare il modello di integrazione socio sanitaria e della
medicina territoriale e di rete, che si realizza non con formule
vuote ma con personale in carne ed ossa. Personale che continua
a mancare a dispetto dei dati statistici che l’Azienda si ostina
ad opporre alla realtà dei fatti, una realtà che ci dice che
solo una rilevazione dei fabbisogni di cura e dei livelli
prestazionali notevolmente aumentati nel corso degli anni e
soprattutto dopo il Covid può consentire di definire i reali
fabbisogni di personale, non il semplice rispetto del turn over:
il personale sufficiente ieri non lo è oggi, semplicemente.

   
Attenzione, anche questo fenomeno rende sempre più complicato
rendere attrattiva la professione, a fronte di rischi cui non
corrispondono adeguate tutele, retribuzioni, riconoscimento
sociale”.

   

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