Ultimo aggiornamento 11 Marzo, 2024, 17:46:05 di Maurizio Barra
Dalle finestre delle Procuratie
Vecchie, accanto alla Torre dell’Orologio, si vede Piazza San
Marco brulicante di persone, tante in coda per entrare in
Basilica o salire sul Campanile. Ben diverso lo scenario
offerto, in una sala interna della mostra “Re-Emerging Venezia”,
dalle foto realizzate a inizio marzo 2020, in piena pandemia da
Covid, da Gaby Wagner. Immagini di una città lagunare senza
persone. Affascinanti eppure drammatiche nella loro assenza di
una umanità che nel chiuso delle case aveva cercato rifugio
contro un nemico “invisibile” che mieteva vittime.
Nel lungo periodo della crisi sanitaria le domande
riguardavano il possibile dopo, gli eventuali cambiamenti nel
modo di essere come individui e società, di pensare, di
rapportarsi alla natura. Domande che emergono con forza dalla
visione della mostra, parte di un progetto multidisciplinare,
all’insegna della sostenibilità coinvolge più soggetti e che
“che mira – spiega l’ideatrice Giovanna Poggi Marchesi – a
esplorare le connessioni tra l’isolamento delle persone vissuto
durante il lockdown e l’osservazione della natura, che appariva
cambiata dopo il brusco calo della pressione antropica, cercando
in tal modo di evidenziare gli aspetti di adattamenti e
resilienza emersi da circostanze straordinarie”.
Se nelle fotografie di Gaby Wagner Venezia appare come un
tripudio algido di colori, luci, forme di palazzi, riflessi
d’acqua, negli scatti di Sophie Fauchier c’è la solitudine delle
persone, del tenersi a distanza – come nei due che si parlano da
due barche lontane in un Canal grande vuoto – mentre le opere di
Val Masferrer-Oliveira seguono una dimensione senza confini
riconoscibili, dove la realtà si mischia con il sogno, in una
visione che vuole evidenziare la fragilità di una Venezia
esposta ai cambiamenti climatici.
Oltre alla mostra, aperta fino a metà marzo, Il progetto
prevede anche una ricerca socio-ambientale condotta da due
ricercatrici dell’Universo di ca’ Foscari sulle sensazioni
provate dalle persone durante la pandemia e una raccolta aperta
al contributo di tutti di immagini fotografiche del periodo al
fine di formare un archivio digitale, disponibile gratuitamente.
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