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Sport come modello educativo, Lucchetta e Tapia show a Cagliari

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 12 Marzo, 2024, 21:14:07 di Maurizio Barra

Da Cuba in Italia a cercare
lavoro e fortuna con lo sport. Prima dell’incidente che gli ha
fatto perdere la vista, ha giocato a baseball anche a Iglesias.

   
Dopo il buio, in qualche modo, è rinato. “Prima vedevo ed ero
cieco, ora sono cieco e vedo”. È il messaggio lanciato a
Cagliari da Oney Tapia, medaglia di bronzo ai Giochi Paralimpici
di Tokyo nel getto del peso e nel lancio del disco per
non-vedenti, tre volte oro agli Europei. Spalleggiato da un
altro campione, Andrea Lucchetta, bronzo alle Olimpiadi di Los
Angeles e oro ai mondiali di volley, davanti a quasi 500
studenti di quattro scuole superiori di Cagliari, ha fatto
vedere, dal palco del Teatro Massimo, come si respinge una palla
con la mazza. E come si lanciano peso e disco. Alla fine ha
anche ballato. Tutto questo per dire alle nuove generazioni:
“non fermatevi davanti agli ostacoli, se avete un traguardo,
lottate per raggiungerlo”.

   
È la quinta ed ultima tappa 2024 di Campionidivita,
un’iniziativa promossa dalla società RG in collaborazione con
Intesa Sanpaolo e patrocinata dal Comitato Italiano Paralimpico.

   
“Qualunque sia la disciplina sportiva che, per passione o per
predisposizione, si sceglie di praticare – ha spiegato Lucchetta
– quello che conta è riuscire a viverla sempre con leggerezza e
divertimento, rispettando sé stessi e gli altri. Servono
impegno, determinazione, passione, ma soprattutto il rispetto
per la propria vita e per quella degli altri, il che si
esplicita nella capacità di essere inclusivi nella diversità. Lo
sport insegna proprio questo, ad essere persone leali e
rispettose del tuo compagno di squadra così come del tuo
avversario”.

   
Messaggio ribadito da Tapia: “Dopo l’incidente che mi ha
fatto perdere la vista ho acceso una nuova luce nella mia vita e
ho deciso di farlo seguendo la mia passione più grande: lo
sport. Ciascuno di noi ha un talento nascosto che spesso tende a
rimanere tale: la tenacia”. Assente oggi, ma presente alle altre
tappe, Oxana Corso, velocista, argento Mondiale sui 100 e 200
metri alle Paralimpiadi di Londra e detentrice del record
mondiale sui 400 metri di velocità: “Non sentitevi mai diversi –
questo il suo messaggio a distanza – alla fine, se ci pensate,
siamo diversi da chi? In realtà da nessuno di reale, solo
dell’idea che ci facciamo di ciò che vorremmo essere, ed è solo
colpa nostra se ci lasciamo influenzare dal pensiero di
“perfezione” che ognuno di noi richiede a sé stesso. Servono
coraggio e determinazione. Il resto arriva”.

   

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