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Unioncamere, al 2028 serviranno fino 3,6 milioni di occupati

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Ultimo aggiornamento 12 Marzo, 2024, 02:05:04 di Maurizio Barra

Tra il 2024 e il 2028 il mercato del
lavoro italiano potrà esprimere un fabbisogno, comprese le
sostituzioni delle persone che usciranno o andranno in pensione,
compreso tra 3,1 e 3,6 milioni di occupati, a seconda dello
scenario macroeconomico considerato. Infatti, lo stock
occupazionale 2023 potrebbe crescere nel quinquennio da un
minimo di 238mila unità nello scenario negativo fino a un
massimo di 722mila occupati in un contesto più favorevole. E’
quanto emerge dal report sulle “Previsioni dei fabbisogni
occupazionali e professionali in Italia a medio termine”
aggiornato al quinquennio 2024-2028, elaborato nell’ambito del
Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere in
collaborazione con il ministero del Lavoro.

   
Sulle previsioni inciderà l’effettivo impatto delle risorse
stanziate con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e gran
parte del fabbisogno sarà determinato dai lavoratori in uscita
dal mercato del lavoro: 2,9 milioni di unità nel quinquennio,
l’80% nello scenario positivo e il 92% in quello negativo.
“La riduzione del mismatch tra domanda e offerta di lavoro
rappresenta una delle priorità di politica economica da
affrontare in questo momento”, sottolinea il presidente di
Unioncamere, Andrea Prete. “La stima per il 2023 del costo del
mismatch è di 43,9 miliardi, cifra corrispondente a circa il
2,5% del Prodotto interno lordo italiano. Per invertire il
trend, che ha tante ragioni d’essere, a cominciare
dall’andamento demografico, si deve lavorare sempre di più sul
fronte dell’orientamento e avvicinare i percorsi formativi alle
grandi trasformazioni in atto”.

   

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