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STRASBURGO – “Mi hanno costretta a cantare l’inno russo ogni mattina e minacciata ogni qual volta parlassi in ucraino”: Valeria H., minorenne ucraina che per 4 mesi ha vissuto in un istituto per minori in Russia, a Belgorod, racconta all’ANSA la sua esperienza. La ragazza sarà ospite d’onore, assieme alla madre mercoledì mattina alla plenaria dell’Eurocamera, durante il dibattito proprio sui rapimenti forzati di minori ucraini da parte di autorità della Federazione Russa. Stabilire oggi il numero esatto di bambini ucraini deportati in Russia è molto difficile, inizialmente il presidente ucraino Volodymyr Zelensky aveva parlato di circa 200.000 minori rapiti. Nei mesi successivi alcune organizzazioni internazionali si sono interessate al fenomeno riducendo le cifre che però rimango ben oltre le decine di migliaia. Il caso di Valeria H. è emblematico: all’epoca quattordicenne e originaria di Severodonetsk, la ragazza era rimasta isolata dalla sua famiglia poiché il giorno dello scoppio delle ostilità si trovava in visita dalla nonna in provincia di Lugansk. “Sin dal loro arrivo gli occupanti ci hanno reso la vita complicata, i nostri passaporti non erano più validi, era pericoloso uscire, ho vissuto così per quasi un anno poi ho deciso di andarmene”, spiega la ragazza. Nel tentativo di tornare in Ucraina senza attraversare la linea del fronte, Valeria accetta di andare in un istituto scolastico in Russia con la promessa di poter continuare i suoi studi ma trova lezioni forzate di storia russa, intimidazioni e minacce di essere processata da una corte militare come spia se avesse provato a chiamare a casa. Solo grazie all’aiuto di un’organizzazione internazionale attivata dalla madre, Valeria riesce a tornare in Ucraina dopo due tentativi falliti in cui è stata riportata a forza in istituto. Sulle vie di fuga la ragazza, oggi una fiera diciassettenne che indossa al collo il tridente ucraino, mantiene riservatezza “per proteggere chi ancora oggi deve scappare”, spiega sostenuta dal suo avvocato. Esiste infatti una rete di organizzazioni umanitarie portata avanti da contatti social cifrati e passaparola che aiutano questi ragazzi a varcare i confini russi per le vie più complesse e tornare a casa. E Valeria H. è venuta a Strasburgo anche per questo: “Non so se posso essere un esempio”, dice commossa, “ma io ce l’ho fatta a altri ancora sono la, e c’è bisogno che nessuno se lo dimentichi”.
Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!
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