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Bruxelles deferisce l'Italia alla Corte per le acque reflue

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Ultimo aggiornamento 13 Marzo, 2024, 16:37:41 di Maurizio Barra

BRUXELLES – La Commissione europea ha deciso di deferire l’Italia alla Corte di giustizia dell’Unione europea per non aver rispettato pienamente gli obblighi di raccolta e trattamento delle acque reflue urbane previsti dalla direttiva europea. 

La Commissione europea ha inviato all’Italia una lettera di costituzione in mora nel giugno 2018, seguita da un parere motivato nel luglio 2019. Nonostante alcuni progressi, gli sforzi dell’Italia per conformarsi alla direttiva europea sono stati “finora insufficienti”, motiva Bruxelles in una nota, precisando che il Paese ha mostrato “una diffusa mancanza di conformità alla direttiva, in un totale di 179 agglomerati italiani”. L’Italia – spiega ancora l’esecutivo – deve ancora garantire che i sistemi di raccolta delle acque reflue siano in funzione in 36 agglomerati. Per 130 agglomerati, il Paese non riesce ancora a trattare correttamente le acque reflue raccolte. Inoltre, per gli agglomerati che scaricano le acque reflue in aree sensibili, è richiesto un trattamento più severo delle acque reflue e l’Italia non rispetta ancora questo obbligo in 12 agglomerati. Infine, per 165 agglomerati, l’Italia non riesce a monitorare che gli scarichi idrici soddisfino, nel tempo, le condizioni di qualità richieste.

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