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Corre Unicredit, Orcel non esclude acquisizioni. Dopo i conti brillano Zalando e Inditex

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Ultimo aggiornamento 13 Marzo, 2024, 17:04:44 di Maurizio Barra

Sulle borse prevale anche oggi il segno più. L’indice Ftse Mib di Milano è in rialzo a metà seduta dello 0,57%; ieri +1,31%. L’indice è al nuovo massimo dal 2008, vicino ai 34mila punti.

Sotto i riflettori a Piazza Affari rimane il titolo di Tim. Oggi -0,90% parità. Dopo la pubblicazione la scorsa settimana del nuovo piano industriale, il primo senza la rete, il titolo è sceso del 24,9%.

In evidenza anche Erg, -4,46%% dopo la presentazione dei conti trimestrali e annuali. Giù anche A2A, il giorno dopo il nuovo piano strategico. Maggiori rialzi invece Azimut (+2,01%) e Unicredit (+2,30%). La banca di piazza Gae Aulenti è in ascesa dopo le parole del CEO Andrea Orcel. «Negli ultimi anni – ha detto – abbiamo restituito molto agli azionisti. Per quanto riguarda il capitale in eccesso, se possiamo fare acquisizioni che hanno un senso strategico, possono generare sinergie e hanno un ritorno di almeno il 15% in termini Irr (tasso interno di rendimento, ndr), allora penso di doverlo usare così». 

I conti trimestrali condizionano anche altri titoli. Tra quelli più in luce in Europa  Zalando +14,55%; +5% per la spagnola Inditex, casa madre tra gli altri del marchio Zara, che ha chiuso l’esercizio fiscale del 2023 con utili superiori ai 5 miliardi di euro. Adidas +0,38%: ha registrato una perdita netta anche nel quarto trimestre 2023 ma ha previsto un utile operativo di circa 500 milioni di euro per il 2024, rispetto ai 268 milioni di euro del 2023.

I mercati ieri erano saliti anche a Wall Street, +1,12% per l’S&P 500, che ha ritoccato al rialzo il record storico per la diciassettesima volta; +1,50% anche per il Nasdaq, dove il titolo Nvidia è salito di un altro 7%.

È stata anche la reazione ai dati sull’inflazione negli Stati Uniti. A febbraio è risultata leggermente sopra le attese; +3,2%, un decimo in più sia di gennaio che della media delle previsioni. Ma la componente di fondo, senza energia e beni alimentari, è scesa di un decimo, dal 3,9 al 3,8%, sebbene le attese fossero di +3,7%.
 

Dopo questi dati le probabilità di un taglio dei tassi da parte della Fed sono state confermate: le proiezioni basate sui prezzi dei titoli di Stato a breve scadenza dicono che non sono attesi tagli nelle riunioni di marzo e di maggio, ma ci sono ancora due terzi di probabilità di un taglio a giugno, secondo il FedWatch Tool di Cme Group.

Occhi anche sullo spread Btp/Bund: è a 126 punti base, il minimo da 2 anni, il rendimento è al 3,59%, in calo di 3 punti base.

 

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