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La vedova di Navalny, 'Putin è un gangster e un capo mafia'

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 13 Marzo, 2024, 15:35:26 di Maurizio Barra

“Per sconfiggere Putin, o
almeno punirlo seriamente, bisogna rendersi conto di chi è.

   
Sfortunatamente, troppe persone in Occidente lo vedono ancora
come un leader politico legittimo, discutono sulla sua ideologia
e cercano una logica politica nelle sue azioni. Questo è un
grave errore che genera nuovi errori e aiuta Putin a ingannare
ancora e ancora i suoi avversari”. Lo scrive Yulia Navalnaya in
un editoriale sul Washington Post.

   
“Putin non è un politico, è un gangster – attacca la vedova
di Navalny -. Alexei è diventato famoso in Russia e odiato da
Putin proprio perché, fin dall’inizio della sua lotta, ha
apertamente descritto lui e i suoi alleati come gangster che
avevano preso e usato il potere solo per arricchirsi e per
realizzare le proprie ambizioni personali”.

   
“Bisogna guardare a Putin come al leader di un gruppo
mafioso. Solo così si può comprendere la sua brutalità, il
cinismo, la propensione alla violenza, la passione per il lusso
ostentato e la sua volontà di mentire e uccidere. Tutti i suoi
discorsi su religione, storia, cultura e politica potrebbero
fuorviare gli occidentali. Ma in Russia, tutti sanno che i
gangster hanno sempre amato ostentare grandi croci e presentarsi
come combattenti in nome di una giustizia più alta e valori
tradizionali”.

   
“Perché i Paesi democratici continuano a riconoscere
legittima la sua autorità criminale? – prosegue Navalnaya -.

   
Perché leader mondiali che hanno vinto con un voto regolare si
pongono sullo stesso piano di un criminale che per decenni ha
falsificato le elezioni, ucciso, imprigionato o costretto a
lasciare il Paese tutti i suoi critici e ora ha scatenato una
sanguinosa guerra in Europa attaccando l’Ucraina?”.

   
“Invito i leader politici occidentali ad aiutare tutti i
cittadini russi che si oppongono a Putin e alla sua banda. Vi
esorto ad ascoltare finalmente la voce della Russia libera e ad
assumere una posizione di principio contro di lui: a non
riconoscere i risultati delle elezioni falsificate, a non
riconoscere Putin come legittimo presidente della Russia”,
conclude la vedova di Navalny.

   
“Il mondo deve finalmente rendersi conto che Putin non è chi
vuole apparire. È un usurpatore, un tiranno, un criminale di
guerra e un assassino”.

   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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